CHIETI – “Io non sono una donna di colore. Sono una Negra”, con queste parole l’antropologa, giornalista e scrittrice camerunense Geneviève Makaping, protagonista del prossimo incontro teatino sull’Africa, rivendica il diritto di rimpossessarsi di questa definizione, negandone provocatoriamente ogni connotazione negativa e rifiutando le altre etichette che le vengono imposte, come quella di extracomunitaria. Vuole riappropriarsi del diritto di nominarsi, raccontarsi, parlare con la propria voce.

La scrittrice camerunense sarà giovedì prossimo a Chieti, alle ore 18, nella sede della Comunità volontari per il mondo (Cvm) per il secondo appuntamento del corso di formazione e orientamento alla solidarietà internazionale e alla realtà dei Paesi del continente africano promosso dalla Cvm e dall’associazione I Bambini Visti dalla Luna.

Il corso, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, è finanziato dal Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Chieti nell’ambito del bando 2011 per il sostegno alle attività di volontariato che promuovono la cultura della solidarietà e della cittadinanza attiva.

Geneviève Makaping, il cui nome, come scrive lei stessa all’inizio del saggio autobiografico “Traiettorie di sguardi. E se gli altri foste voi?”, significa “la donna che non accetta, che dice no”, è ora una donna perfettamente integrata nella realtà italiana, nella quale vive dal 1988 e lavora come docente di antropologia culturale presso la Facoltà di scienze politiche dell’università della Calabria.

Come altri uomini e donne provenienti da altri paesi è arrivata in Italia rischiando la propria vita, pur di avere una possibilità di riscatto ed un futuro. Lei ce l’ha fatta, ma, a prescindere dalla personale realizzazione, il suo merito è anche quello di aver dato voce a chi come lei ha subito e subisce ancora la violenza di uno sguardo superficiale ed accusatorio, che spinge al margine chi ne è oggetto.

Nel suo libro “Traiettorie di sguardi. E se gli altri foste voi?” l’autrice descrive il suo viaggio verso l’Italia, un percorso ad ostacoli che la porterà, attraverso la sua esperienza di vita quotidiana, ad indagare le motivazioni che hanno spinto il radicarsi di stereotipi e definizioni limitanti per etichettare ogni forma di diversità.

“Voglio studiare – scrive nel suo libro – quelli che hanno fatto di me il risultato delle loro costruzioni sociali e capire cosa c’è dietro gli stereotipi”.

La prospettiva di genere, infine, è un altro elemento fondamentale per analizzare il pensiero di questa scrittrice, infatti è attraverso l’incontro con l’altra, la donna bianca, che ha approfondito il ruolo della donna nella sua terra d’origine e più in generale in una realtà mondiale che giudica ancora fortemente maschilista.

Attraverso l’incontro con la scrittrice camerunense, dunque, i corsisti del Cvm avranno la possibilità di approfondire meglio un altro aspetto della cultura africana in prospettiva del viaggio di volontariato in Africa che una parte di loro farà al termine del corso.