CHIETI – Le polemiche sull’ispezione ministeriale al Comune di Chieti non si spengono in città. Dopo l’intervento del coordinatore provinciale del Popolo delle libertà, l’assessore regionale Mauro Febbo, che chiedeva al sindaco, Umberto Di Primio, di inviare tutte le carte alla Corte dei conti, in modo da accertare di chi siano le responsabilità dell’attuale situazione, arriva la replica del Partito democratico.

A parlare è il segretario cittadino e consigliere comunale Enrico Iacobitti: “Febbo ci accusa di non aver letto attentamente le carte quando ha minacciato di inviare alla Corte dei conti la relazione degli ispettori del Ministero dell’economia e delle finanze non sapendo che lo hanno fatto gli stessi ispettori e anche da molto tempo”.

“In aggiunta – continua Iacobitti – lo informo, che anche le opposizioni lo hanno anticipato, inviando alla Corte altri rilievi e deduzioni relative alle irregolarità amministrative della Giunta DiPrimio”.

“Febbo – dice ancora il consigliere – è al governo della Regione Abruzzo da oltre tre anni, il suo collega di partito Di Primio al governo della città di Chieti da oltre due. Peraltro, essi, fanno parte di una generazioni di politici ultra ventennale che ha governato la città di Chieti, la sua provincia, la Regione e il governo nazionale con poteri enormi. Perché si ostinano ad accusare il passato? In tutto questo tempo cosa hanno fatto? Perché non fanno quello che hanno promesso ai cittadini?”

“Oggi chi governa da tempo, come Febbo e Di Primio, – continua Iacobitti sulla stessa linea – dovrebbe parlare di soluzioni e di quello che quotidianamente fa per la gente. Dovrebbero replicare alle opposizioni spiegando come hanno risolto i problemi o come intendo farlo. Invece, sembra che non vogliano affrontare le gravi questioni aperte per andare all’attacco in difesa dell’immagine ma non del contenuto”.