CHIETI – Mossa a sorpresa del vice sindaco di Chieti, Bruno Di Paolo, che ha annunciato oggi in conferenza stampa di volersi dimezzare l’indennità che percepisce come membro della Giunta comunale.
Un annuncio cui è seguito un gesto concreto, visto che il leader di Giustizia sociale ha protocollato al terzo settore comunale, quello che si occupa di contabilità, la richiesta di riduzione della propria indennità del 50 per cento, chiedendo che abbia effetto immediato.
“Alla luce della grave situazione economica che investe il nostro paese – ha detto Di Paolo – e in ragione degli enormi sacrifici che tutti i cittadini, quotidianamente, sono costretti a fare, ho sentito il dovere morale di fare questa richiesta”.
“Come persona che non vive di politica – ha continuato il vice sindaco – e come leader di un movimento politico che si chiama ‘Giustizia sociale’ e che si rifà concretamente ai valori che predica non potevo fare altrimenti”.
Di Paolo, in conferenza stampa insieme al presidente di Giustizia sociale, Antonio Tullio, ha detto che il Comune di Chieti spende 671.518,54 euro per amministratori e consiglieri comunali di Chieti. Dunque, se tutti facessero come lui si riuscirebbe a risparmiare 330 mila euro circa. Ed è questo l’obiettivo cui mira il vice sindaco, che ha chiesto a tutti di seguire il suo esempio.
Non solo. Il vice sindaco ha dettato anche un’agenda politica: due mesi di tempo perché ognuno rifletta su cosa vuole fare del proprio compenso e, se al termine dei due mesi, non è stata raggiunta l’unanimità dei consensi sulla propria proposta, avvierà una raccolta firme che spinga ulteriormente gli amministratori comunali e i consiglieri su questa strada.
“Con 330 mila euro si possono fare tante cose – continua Di Paolo – per esempio si può cercare di ridurre l’emergenza abitativa, dando 250 euro al mese a 130 persone, oltre le 80 che adesso può soddisfare il Comune. Oppure si può finanziare la mia proposta di dare un incentivo di 10 mila euro, a fondo perduto, a chi viene ad aprire una nuova attività commerciale a Chieti, o anche, infine, pensare a una social card per aiutare i più bisognosi”.
“Insomma – conclude Di Paolo – le proposte sono diverse e si può discutere su quale attuare, ma certo non è più possibile che per alcuni consiglieri comunali si debba spendere circa 12.450 euro all’anno. Una cifra troppo esosa in un momento in cui, tra l’altro, il Comune rischia di sforare il saldo obiettivo del patto di stabilità”.
I COMMENTI
La proposta di Di Paolo ha suscitato subito molto clamore nel mondo politico cittadino.
In generale non è stata accolta benissimo. Non tanto per il contenuto, quanto per la persona che da cui è arrivata. In tanti, infatti, l’hanno giudicata populista e strumentale, fatta apposta per lanciare la campagna elettorale del leader di Giustizia sociale alle prossime elezioni regionali, a cui, pare, Di Paolo voglia partecipare.
La pensa così il capogruppo del Popolo d’Abruzzo, Gianni Di Labio: “Ci sembra quantomeno strano che Di Paolo – dice – si sia accorto proprio oggi della difficile situazione economica che stiamo vivendo. Penso che per lui sia già cominciata la campagna elettorale per le regionali. E se vuole tagliare i costi della politica, forse farebbe meglio a dire fin da oggi che rinuncia al vitalizio da consigliere regionale”.
“Penso infine – conclude il consigliere comunale di maggioranza – che forse Di Paolo, anziché dimezzarsi gli emolumenti del 50 per cento, avrebbe potuto restare con il 30 per cento di quello che percepisce, visto che il sindaco gli ha tolto la delega al personale e gli è rimasta solo quella al cimitero, oltre alla carica squisitamente politica di vice sindaco”.
Velenoso anche il commento del capogruppo del Popolo della libertà, Vincenzo Ginefra: “Se è vero che vuole tagliare i costi della politica, Di Paolo potrebbe anche dimettersi da vice sindaco e assessore, visto che da leader di un partito come Giustizia sociale, può comunque continuare benissimo a fare gli interessi dei cittadini, al di là della carica politica che riveste adesso”.
Meno negativi i commenti di chi, come il consigliere dell’Italia dei valori Bassam El Zohbi e il consigliere Pdl Emiliano Vitale, ha già avuto modo in passato di presentare proposte simili.
“In Consiglio comunale – dice El Zohbi – insieme al consigliere Achille Cavallo, presentammo un ordine del giorno teso a tagliare gli emolumenti dei consiglieri. L’ordine del giorno non passò anche perché, fu detto, che una scelta del genere non può essere imposta a maggioranza”.
“Per me non sarebbe un problema dimezzare il mio compenso da consigliere, visto che già prendo pochissimo. – ha detto Vitale – Comunque, ho già avuto modo di rinunciare al gettone di presenza di quelle sedute comunali che ritenevo inutili”.




