CHIETI – Affollatissima conferenza stampa questa mattina al Comune di Chieti con tutti gli assessori e i capigruppo di maggioranza schierati insieme al sindaco, dopo la notizia che il ricorso al Tar proposto dall’opposizione è stato giudicato inammissibile.
Il sindaco, Umberto Di Primio, ha tirato un sospiro di sollievo e approfittato per attaccare duramente l’opposizione. La minoranza, invece, non si sente affatto sconfitta, e ha assicurato che continuerà a battersi.
Ma la conferenza stampa ha fatto emergere anche una brutta notizia per i teatini riguardo l’aumento di tasse e tariffe che, non si è capito in quali termini, ci sarà.
LA SENTENZA DEL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
Il Tar Abruzzo ha giudicato inammissibile il ricorso presentato dai consiglieri d’opposizione Renato Di Salvatore, Enrico Iaconitti, Bassam El Zohbi, Alessio Di Iorio, Francesco Ricci, Marco Marino, Giovanni Di Paolo, Gabriele Salvatore e Luigi Febo, rappresentati dall’avvocato Rossella Ferrara, contro il Comune di Chieti, rappresentato dagli avvocati Marco Morgione e Patrizia Tracanna.
Il ricorso chiedeva l’annullamento del bilancio di previsione e di quello pluriennale approvati a marzo del 2011 e del rendiconto approvato a settembre 2011, perché giudicati illegittimi in quanto violerebbero una serie di norme sulla contabilità e sul bilancio, oltre che gli stessi regolamenti comunali.
Il tribunale ha detto, però, che i consiglieri comunali non erano legittimati a presentare questo ricorso. “Per la soluzione della decisiva questione relativa alla legittimazione e all’interesse a ricorrere va osservato – dice il Tar – come i ricorrenti si qualificano come consiglieri comunali e impugnano una serie di deliberazioni del Consiglio comunale, l’organo di cui fanno parte e alla formazione della cui volontà hanno partecipato. Non è consentito a un componente di un organismo adire alla giustizia amministrativa per dirimere un conflitto sorto all’interno del medesimo ente”.
DI PRIMIO: “CENTROSINISTRA UN’ALTRA VOLTAPERDENTE”
Per il sindaco Di Primio il Tar ha sottolineato un aspetto ovvio: non perché si è usciti battuti in Consiglio comunale si può ricorrere al tribunale amministrativo per avere ragione.
“Ancora una volta il centrosinistra contro di me risulta perdente – ha dichiarato il sindaco – Perde alle elezioni, perde nei sondaggi, perde quando tenta di strumentalizzare le situazioni e quando tenta di fare ricorsi al Tar per ottenere successi che altrove non riesce a ottenere”.
Di Primio si dice convinto di essere nel giusto anche se il Tar si fosse espresso nel merito dei ricorsi presentati, “perché so che quelle cose che loro ci contestavano non avevano possibilità di essere sostenute in punto di merito. Ci accusano di aver acceso un mutuo per coprire i debiti fuori bilancio, ma il mutuo non è stato mai acceso”.
E poi “ci si contesta di aver utilizzato fondi per coprire spese che loro stessi, quando erano in maggioranza, avevano fatto, non certo noi. A noi è toccato dover riparare a debiti fuori bilancio che abbiamo trovato e non provocato”.
E ancora, a questo riguardo, Di Primio si sfoga chiedendo da parte della minoranza “un po’ di decenza, un minimo di vergogna! Noi stiamo pagando i debiti fuori bilancio che hanno fatto loro, e lo stiamo facendo in un momento in cui è difficilissimo per tutti gli enti locali andare avanti”.
Tanto è vero che quest’anno il Comune di Chieti sarà costretto ad aumentare le tasse.
” DOBBIAMO AUMENTARE LE TASSE SE NO FALLIAMO”
Il sindaco ha annunciato che il bilancio di previsione deve tenere conto dei minori trasferimenti statali e anche della volontà politico-amministrativa di non tagliare servizi giudicati irrinunciabili.
“Il che vorrà dire – ha aggiunto il primo cittadino – che su tutto il resto ci saranno tagli e che dovremo fare precise valutazioni in merito alla leva fiscale”.
C’è ancora da capire come applicare l’Imu, il cui gettito sicuramente darà una boccata d’ossigeno al Comune, ma l’impressione è che non basterà a evitare ai cittadini di Chieti un innalzamento di tasse e tariffe.
“Bisogna anche tener conto – ha detto ancora il sindaco – che abbiamo necessità di riallineare il costo di alcuni servizi che oggi operano in regime di sotto costo. Purtroppo siamo in un regime di vacche ormai morte di fame e ci sono meccanismi indotti dal livello nazionale. Le tasse dobbiamo aumentarle se no falliamo”.
L’OPPOSIZIONE: “NON CI ARRENDIAMO”
La sentenza del Tar non è arrivata certo come un fulmine a ciel sereno per le forze d’opposizione che sapevano che il ricorso avrebbe avuto grandi difficoltà a essere ammesso.
“Però – spiega il segretario cittadino del Partito democratico, il consigliere comunale Enrico Iacobitti – non avevamo altra strada contro delibere che riteniamo illegittime”.
“Non siamo sorpresi di questa sentenza – ha continuato Iacobitti – la giurisprudenza in materia ci faceva pensare che sarebbe andata esattamente come è andata, anche se avevamo alcune ragioni che ci facevano sperare che si potesse superare la condizione di illegittimità. Così non è stato, ma noi non ci arrendiamo. Continueremo a batterci in Consiglio comunale e valuteremo la possibilità di ulteriori ricorsi alla carta da bollo”.
“Se fossimo riusciti ad entrare nel merito – conclude il consigliere – non ho dubbi che il Tar avrebbe accolto le nostre ragioni. D’altronde lo avevano già fatto gli ispettori della Ragioneria di stato. Anche sui risultati dell’ispezione Di Primio non si è mai espresso in Consiglio. Stiamo ancora aspettando che venga convocata la seduta straordinaria da noi richiesta per sapere quali strategie il sindaco intenda mettere in campo per far fronte ai risultati di quella ispezione”. (ar.ia.)




