CHIETI – Un anno e quattro mesi da sindaco di Chieti. Umberto Di Primio continua ad essere convinto che non si governa seduti sulla poltrona ma vivendo tra la gente.

Eletto con oltre il 60 per cento delle preferenze, è il sindaco più amato d’Abruzzo. Lo ha confermato la quattordicesima edizione dell’indagine “Monitor Città” dell’istituto di ricerca Fullresearch, una speciale classifica dei “super sindaci” realizzata ogni 6 mesi e che rappresenta solo gli amministratori che hanno superato la soglia del 55 per cento di gradimento del loro operato, calcolato sulla base di un giudizio espresso dai cittadini.

Per Chieti voleva e continua a volere “di più”.

Sindaco, appena eletto affermò che il ruolo di primo cittadino è il più bello che si possa ricoprire in politica. La pensa ancora così?

Senza dubbio. È il più bello perché ti avvicina alle persone, è un ruolo gratificante anche se molto faticoso. Io ho voluto fortemente diventare il sindaco di Chieti e oggi non posso quindi lamentarmi. Ritengo sia fondamentale mantenere uno stretto contatto con i cittadini attraverso l’attività istituzionale ma anche con strumenti nuovi, ad esempio Facebook, che mi consente di rispondere direttamente a tutti i cittadini, per attuare quella politica dell’ascolto e prestare così la giusta attenzione alle istanze dei cittadini, vero termometro.

Dopo oltre un anno di amministrazione è fatale perdere consenso. Lei è invece finora riuscito a conservare intatto il gradimento dei suoi cittadini.

Spero significhi che quanto finora fatto viene percepito positivamente. È stata evidentemente valutata la differenza con la passata amministrazione. Penso che siamo finora riusciti a ben interpretare le esigenze dei cittadini. Per quanto mi riguarda, continuo a lavorare con la stessa passione che sentivo quando, a 25 anni, iniziai la mia avventura politica come vice sindaco di Nicola Cucullo. Senza passione non puoi fare bene il mestiere di sindaco.

Consenso a parte, a distanza di oltre un anno, si avverte qualche frizione in seno alla sua maggioranza.

I partiti della coalizione sono rimasti fedeli alla maggioranza. Anche Futuro e libertà, con l’adesione di due consiglieri comunali, appoggia lealmente l’amministrazione. Il che non vuol dire che non vi siano stati momenti di frizione. Penso che alla fine ciò che conta sono gli uomini e i progetti. E su questi si regge e va avanti la mia amministrazione

Di quali battaglie combattute finora per il bene di Chieti va più orgoglioso?

Innanzitutto di aver restituito alla città il suo ruolo di protagonista, ruolo che era stato perso, fatto di dialogo con le istituzioni e gli enti. Quanto al lavoro, mi sono dovuto occupare fin da subito di vertenze spinose sulle quali oggi vi sono segnali di grande convergenza sociale. Mi riferisco alla ex Burgo, vicenda sulla quale ho voluto coinvolgere lavoratori, organizzazioni sindacali e livelli istituzionali per trovare insieme il modo di rilanciare quell’area e ridare un futuro a 130 lavoratori. È stato senza dubbio un successo della politica locale. 

Uno dei temi fondanti del suo programma di governo è il rilancio della cultura, tema che lo ha visto particolarmente impegnato per il salvataggio del Teatro Marrucino.

Era uno degli obiettivi da raggiungere affinché nessuno potesse dimenticare che il Marrucino rappresenta un punto di riferimento per l’intera regione. Oggi, grazie anche al supporto del senatore Fabrizio Di Stefano, mio delegato alla Cultura, il Teatro è tornato a vivere ed ha riacquistato credibilità agli occhi del ministero. Così come devo ricordare gli straordinari successi della Settimana Mozartiana, della mostra sui pittori abruzzesi dell’800 e delle mostre di arte contemporanea su Marco Lodola e Thomas Ashby.

Crisi economica, minori trasferimento da Stato e Regione: il punto sulla situazione economica dell’Ente.

Anche in un momento di ristrettezze, con  un milione e 700 mila euro in meno di trasferimenti statali, con una spaventosa mole di debiti ereditati dalla passata amministrazione di centro sinistra, abbiamo fortemente puntato su alcuni aspetti scegliendo di aumentare del 3 per cento la spesa per le politiche sociali, del 9 per cento quella per le opere pubbliche e del 4 per cento per la cultura.

Quali sono le iniziative di cui va più fiero?

Ho già accennato alle scottanti vertenze occupazionali, alla nuova stagione del Teatro Marrucino. Voglio ricordare l’avvio dell’innovativo servizio di raccolta differenziata “porta a porta”. Ma tra i miei obiettivi vi è anche una Chieti più solidale. Per questo una delle prime azioni intraprese dalla mia amministrazione è stata l’eliminazione della tassa sui rifiuti per i cittadini residenti in Contrada Casoni, nei pressi della discarica.

Abbiamo inoltre sospeso il pagamento dei tributi nei confronti dei lavoratori in difficoltà, ridotto la Tosap per i commercianti. E abbiamo rilanciato il progetto In.Te restituendogli chiarezza. Oggi un consorzio di reti è interessato ad investire su quell’area. 

Progetti a breve termine? 

L’obiettivo è quello di rendere Chieti più fruibile. Stanno per essere infatti banditi dei project financing per i parcheggi cittadini e per lo studentato. (red)

ARTICOLI CORRELATI:

PESCARA: IL SINDACO MASCIA, ”PARLO POCO MA CHE RISULTATI!”

LA NUOVA TERAMO DI BRUCCHI: ”IN DUE ANNI USCITI DAL GUSCIO”