CHIETI – “Le imprese chietine sono state abbandonate da Provincia e Regione”.
“Èquanto dichiara il consigliere provinciale del Pd, Angelo Radica commentando i dati sulla situazione economica provinciale emanati dal Cresa. Nel 2009 il valore aggiunto provinciale è diminuito del 7.4 % rispetto al 2008 di cui 16,8% nell’industria, 9 % nelle costruzioni e 3,4 % nei servizi mentre solo l’agricoltura ha fatto registrare un + 12,9 %.
Per quanto riguarda le imprese nel 2009 sono diminuite quelle attive in provincia di Chieti dello 0,4 % (- 2,1 % industria, – 0,5 % artigianato, – 4,5 % edilizia). Ancora peggiore è la situazione dell’occupazione.
“Sono stati eliminati gli strumenti di aiuto per l’accesso al credito in vigore da un quindicennio ed in particolare i contributi ai Consorzi Fidi promossi dalle associazioni di categoria che in questa fase potevano sostenere le imprese nella richiesta di prestiti – dice Radica – Sono stati emanati con notevole ritardo tutti i bandi relativi ai finanziamenti per l’accesso all’innovazione (Pit); grave ritardo e’ stato accumulato nell’attivazione di importanti lavori pubblici contenuti nel Piano triennale Regionale, circa 16 milioni di Euro non ancora appaltati; nulla e’ stato fatto per arginare la chiusura di importanti aziende del territorio ma ci si e’ limitati a giocare un ruolo notarile per l’accesso alla cassa integrazione e/o alla mobilità”.
Secondo Radica, si è assistiti inermi al telenovela sul Fas che di fatto contiene molti progetti frammentati e non strategici. “Al contrario bisognava pretendere, come ha fatto il Pd, l’attivazione immediata di alcuni progetti strategici per la nostra provincia in primis il Campus, la Costa Teatina e il Made in Italy”.
Radica ricorda che “il Pd, a dicembre, propose un grande piano di piccole opere da realizzare con strumenti agili da parte della Provincia in tema di energia altenativa, messa in sicurezza degli edifici scolastici coinvolgendo anche risorse private in modo da immettere ossigeno in un sistema economico provinciale in seria difficoltà. Proponemmo, inoltre, azioni di organizzazione dell’offerta agroalimentare e di quella turistica. Molte di queste cose si possono fare anche con pochissime risorse”.






