CHIETI – Il consigliere comunale del Partito democratico di Chieti Gabriele Salvatore è stato assolto dall’accusa di ingiuria nei confronti del sindaco Umberto Di Primio. 

Assolto “perché il fatto non costituisce reato”: così ha sentenziato il giudice di pace Clementina Settevendemmie al termine dell’udienza in cui già il pubblico ministero Luisa Bertini aveva chiesto l’assoluzione, mentre il legale di Di Primio, l’avvocato Maria Laura Paolini, aveva chiesto la condanna e il pagamento di 5 mila euro. 

Il sindaco non era presente in aula, mentre Salvatore era presente con il suo avvocato Massimo Cirulli.

Fra 15 giorni la motivazione della sentenza, ma è facile immaginare che la frase ingiuriosa di Salvatore nei confronti di Di Primio, pronunciata in sede di Consiglio comunale, sia stata riportata nel diritto di critica politica del consigliere d’opposizione. 

La frase incriminata è questa: “Tanto prima o poi succederà qualcosa pure a te”. È stata pronunciata il 7 agosto 2013 a una settimana dall’arresto dell’ex assessore comunale alle politiche della casa Ivo D’Agostino nell’ambito dell’inchiesta Sex for house. 

Salvatore pronunciandola sottintendeva il fatto che il sindaco sapesse, o quanto meno avesse avuto una qualche notizia, dei fatti che avevano coinvolto D’Agostino, che sette donne accusavano di aver chiesto favori sessuali in cambio di agevolazioni per avere alloggi popolari. 

In piena campagna elettorale per le comunali, la sentenza non gioca a favore della coalizione di centrodestra e riapre anche i dubbi sul ruolo del sindaco (che ha sempre detto di non aver mai avuto elementi tali che lo portassero a denunciare il suo ex assessore) nello scandalo che ha travolto D’Agostino.