CHIETI – Dalle aule d Consiglio comunale direttamente agli uffici della Procura. È stato il consigliere comunale del Pd Alessandro Marzoli a chiedere che il verbale della seduta di ieri fosse inviato alla Procura della Repubblica perché si indagasse sulla procedura di affidamento della gestione della piscina comunale, dopoché il capogruppo dell’Udc Alessandro Giardinelli ha parlato di rischio di turbativa d’asta nello svolgimento della gara europea.
Un inizio col botto per la seduta prenatalizia alla quale si è affacciato anche il coordinatore cittadino dell’Udc, l’ex sindaco Andrea Buracchio, segno che l’iniziativa del capogruppo consiliare non era estemporanea.
C’è da sottolineare, inoltre, che l’assessore comunale allo Sport che sta gestendo l’appalto per la piscina è Marco Russo, anche lui dell’Udc.
L’episodio ha avuto anche un risvolto politico. A seguito dei dubbi sul lavoro dell’assessorato allo Sport e del resto della giunta in questa vicenda il nuovo “intergruppo” dei cosiddetti “responsabili”, che sembra non aspettasse altro, ha preso la palla al balzo per chiedere in una lettera riservata al sindaco Umberto Di Primio l’apertura di una fase di verifica di maggioranza.
Per il resto, urla del consigliere di Giustizia sociale Enrico Bucci (che ha abbandonato l’aula in polemica con il consigliere del Pd Gabriele Salvatore) a parte, tutto è andato secondo programma.
Tra le altre cose è stata approvata la delibera che permetterà l’effettiva partenza dell’Istituzione teatrale dopoché il Comune aveva proceduto alla nomina del cda dell’istituzione già oltre sei mesi fa. Peccato che siano mancati i voti per approvare l’immediata eseguibilità della delibera stessa.
È stata anche approvata la delibera sul servizio di verifica degli impianti termici dell’Ops, con l’emendamento proposto dai “responsabili” perché non vengano aumentate le aliquote dei controlli degli impianti termici.
Il Consiglio avrebbe approvato anche l’ultimo punto all’ordine del giorno, quello sulla Carta europea per la parità uomo-donna, se un momento di confusione a fine seduta non l’avesse invalidata dal punto di vista del raggiungimento del numero legale.





