CHIETI – Si torna a parlare di rischio dissesto finanziario al Comune di Chieti. L’ispezione del ministero delle Finanze si è conclusa con una serie di rilievi sullo stato dei conti comunali che ha riacceso le polemiche.

In questo quadro appare significativa la posizione del consigliere comunale di Futuro e libertà Silvio Tavoletta, ex assessore provinciale cacciato dalla Giunta di Enrico Di Giuseppantonio dopo che aveva abbandonato il Popolo delle libertà per aderire ai finiani.

Ora, dopo il responso dell’ispezione ministeriale, Fli scende in campo per dire che la posizione che il partito tenne al momento del voto (negativo) sugli equilibri finanziari, non è stato il frutto di un capriccio politico, ma la strategia di chi aveva visto che qualcosa non andava.

Fli da quel momento è uscito dalla maggioranza che sostiene il sindaco, Umberto Di Primio, anche se non si è mai considerato all’opposizione. Adesso Tavoletta propone una svolta: “Un patto politico per salvare il Comune”.

L’eponente di Fli invoca “un’inversione di tendenza” che potrebbe portare anche a un nuovo riassetto della maggioranza comunale. Fli non lo dice chiaramente, ma sembra di capire che dietro l’appello alla “inversione di tendenza” si apra la porta del ritorno in maggioranza dei due consiglieri del partito di Fini, un ritorno che, però, non potrà essere indolore per gli equilibri su cui si regge l’attuale maggioranza.

“Quando decidemmo di non votare i riequilibri di bilancio a settembre dello scorso anno – spiega ora Tavoletta –  hanno cercato di far sembrare la nostra preoccupazione come se fosse un capriccio politico. Come ritorsione alla nostra renitenza ci hanno cacciato dalla maggioranza, in Consiglio e dalla Giunta provinciale e siamo stati messi all’opposizione in Comune”. 

“Non possiamo far parte di una maggioranza, a guida Pdl, – dichiara l’ex assessore provinciale – dove si vota su ordine di partito, senza pensare e, spesso, senza poter comprendere cosa si sta votando. La colpa mia e di Alessandro Carbone è stata quella di aver gridato più volte attenzione i conti non tornano”.

“A leggere i rilievi degli ispettori del ministero delle Finanze – continua Tavoletta – lo stato dei conti del Comune di Chieti è più grave di quello che avevamo immaginato. Le nostre preoccupazioni sono diventate realtà”

Secondo l’esponente di Fli il Comune rischia come minimo una situazione di pre-dissesto: “I rilievi alla gestione della finanza comunale hanno messo in luce l’utilizzo costante di modalità non corrette e dannose per le casse comunali. Sotto accusa, come già più volte da noi denunciato, l’utilizzo dei residui per finanziare spese di competenza e il ricorso esagerato all’anticipazione di cassa. Il risultato di questo modo di gestire l’amministrazione è stato quello di azzerare le casse comunali e l’aumento dell’indebitamento verso le banche con tutti gli oneri finanziari ad appesantire ancor di più la situazione già disastrosa”.

La nostra però non vuole essere sterile polemica – dice ancora Tavoletta – vogliamo e dobbiamo trovare insieme le possibili soluzioni al tracollo. Proponiamo un tavolo di confronto, maggioranza e minoranza uniti per Chieti. Siamo disponibili ad un patto politico che salvi il nostro Comune. Chiediamo al sindaco Di Primio un’inversione di tendenza, lui non può da solo sopportare il peso degli errori della sua squadra, come ha fatto per gestire la difficilissima situazione della neve a Chieti”.
 
“Le chiacchiere dell’assessore al Bilancio Roberto Melideo – continua il consigliere di Fli – quando diceva che i conti erano in ordine, quando diceva che andava tutto bene e che il Comune stava risanando le sue casse. All’assessore Melideo vorrei dire che oggi quelle parole sembrano quanto mai obsolete. Egli dovrebbe realmente darsi da fare e lavorare nella direzione indicata dai revisori ed oggi dagli ispettori del ministero, senza propaganda e senza indugi. Oppure riconoscere gli errori fatti e facesse un passo indietro”.

Il dito di Fli non sembra puntato direttamente contro il sindaco Di Primio: “La colpa di questa situazione non è solo dell’amministrazione del sindaco Di Primio e, quindi, le colpe non vanno date a lui. Più volte ha richiamato i suoi uomini, politici e dirigenti a seguire le indicazioni dei tanto bisfrattati revisori. Ma il cambio di rotta, non c’è stato. Allora mi chiedo perché? Forse il Sindaco non ha realmente il controllo del suo Comune. Forse, così come capita alla sua maggioranza, l’equilibrio è solo fittizio”.

“La paura – conclude Tavoletta – è che si torni ad una gestione in regime di dissesto finanziario, sotto il controllo di un commissario e allora si che sarebbero tempi duri per il nostro Comune. Ma forse, qualcuno nel Pdl questa esperienza l’ha già fatta”. (ar.ia.)