CHIETI – “Vorrei comporre una giunta rappresentativa di un mix di novità, innovazione, ed esperienze consolidate, secondo il doveroso rispetto delle quote di genere e della componente femminile alla quale tengo molto. Poi punto a una distribuzione anagrafica che sia armoniosa”. In tutto in non oltre venti giorni.

Questo l’intendimento e le tempistiche  annunciate  in occasione del suo insediamento dal nuovo sindaco di Chieti Giovanni Legnini, 67enne ex sottosegretario all’Economia, vice presidente del Csm ed ex commissario sisma 2016, che con le sue sette liste ha battuto al ballottaggio il centrodestra ricompattatosi invano a sostegno dell’avvocato Cristiano Sicari.

Oltre ai criteri espressi, Legnini, politico navigato, sa bene che dovrà tener conto suo malgrado anche al caro vecchio manuale Cencelli, per accontentare, in base al peso elettorale e al numero degli eletti, le sette liste che lo hanno sostenuto, per assegnare i 9 assessorati di cui uno vicesindaco, tenendo conto delle quote di genere ( non meno di 60-40% uomini e donne, o viceversa), e presidenza del consiglio.

E dunque la parte del leone dovranno giocoforza farlo le dei liste più votate, la  civica “Sindaco Legnini Chieti 2o26” che ha preso 11,6% e il Partito democratico, 11,2% e che hanno eletto cinque consiglieri ciascuna, e che possono ambire entrambe a due assessori, uno ogni due consiglieri, almeno nella teoria.

Ma come annunciato da Legnini, spazio dovranno trovare anche alti profili tecnici, esterni e non eletti, e il nome sulla bocca di tutti è quello del dirigente regionale del Servizio Programmazione economico-finanziaria del Snn del dipartimento Sanità, Ebron D’Aristotile, già quotato come direttore generale, figura però non più presente nella tecnostruttura del Comune di Chieti. D’Aristotile è stato già direttore generale del Comune di Chieti, dal 2008 al 2010, per poi  diventare vice direttore generale della Provincia di Pescara, e approdare infine in Regione come direttore del dipartimento Risorse umane. Potrebbe tornare a Chieti come assessore con deleghe pesanti, vista la sua solida esperienza.

“Per  Sindaco Legnini Chieti 2o26” in pole ci sono invece Luca Caratelli, 317 voti, l’ex sindaco Francesco Ricci, 303 voti, ma forse ancor di più, per le quote di genere, Elda Capriotti, 219 voti.

Ma nella stessa lista che ha fatto la parte del leone ambisce alla presidenza del consiglio anche Marco Femminella,  291 voti. Qualcuno dovrà insomma rinunciare. potrebbe diventare presidente del consiglio, anche il sindaco uscente Diego Ferrara del Pd, rieletto con 287 voti

Per quanto riguarda sempre il Partito democratico, altre due donne come prima scelta: Chiara Zappalorto, 334 voti, e Aurora Bruno 248 voti, e o stesso Ferrara 287 e Stefano Rispoli 312 voti. Rispoli e Zappalorto sono assessori uscenti

Per il Polo civico, che ha preso il 6,1%, c’è l’assessore uscente  Manuel Pantalone, 313 voti, e sempre per le quote rosa Silvia Di Pasquale 177 voti. Ma no va dimenticato Paolo De Cesare, leader del Polo civico, vicesindaco uscente, che non si è ricandidato che potrebbe restare anche a questo giro nell’esecutivo come esterno.

Infine Per Chieti viva, 5,8%, la prima scelta, sempre per le quote rosa, potrebbe premiare Rita Di Falco, prima della lista con 228 voti,  per Chieti per Chieti (5,2%), Lugi Febo, presidente del ocnsiglio Comunale uscente, rieletto con 377 voti.

Infine per l’assessorato che spetta a M5s in pole Gabriella Ianiro, 298 voti, meno chanche per Fabio Stella, 283 voti, anche lui assessore uscente.

Nessun posto in giunta, ma non è una  regola ferrea, per Avs che con il  (3,1%),che ha eletto il solo Alberto Giannini, con 200 preferenze.