CHIETI – Primo incontro questa mattina presso l’hotel Parco Paglia a Chieti Scalo per i partners del progetto europeo Daco di cui la Provincia di Chieti è ente capofila.
L’amministrazione presieduta da Enrico Di Giuseppantonio è stata infatti scelta dall’Europa per esportare nei paesi dell’Est le sue “buone pratiche” in tema di energia.
Il progetto Daco fa parte del programma comunitario EuropeAid e coinvolge sette partner. Oltre alla Provincia di Chieti e alla sua agenzia provinciale per l’energia, Alesa, ci sono anche l’Energy Charter Secretariat (Belgio), la città di Somoniyon (Tajikistan), quella di Taraz (Kazakhstan), quella di Sumgayit (Azerbaijan) e quella di Novogrudok (Bielorussia).
Il progetto intende incoraggiare e supportare le amministrazioni coinvolte per sviluppare una politica energetica locale più sostenibile all’interno della struttura della Covenant of Mayors, ovvero il patto dei sindaci sottoscritto a Bruxelles, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi del Pacchetto clima 20-20-20 nell’area dell’Asia centrale coinvolta.
Per Pacchetto clima 20-20-20 si intente il programma che intende ridurre del 20 per cento le emissioni di anidride carbonica in atmosfera e aumentare del 20 per cento l’uso di fonti energetiche rinnovabili entro il 2020.
“L’Europa ci ha premiato ancora una volta”, ha detto il presidente Di Giuseppantonio nel corso della conferenza stampa che ha fatto seguito all’incontro svolto con i partners stranieri. “Sono stati solo cinque in progetti approvati in quest’ambito e noi siamo tra questi cinque. L’Unione ci ha reputati tra i pochi degni di esportare il modello del ‘patto dei sindaci’ in realtà così distanti dalle nostre e questo ci rende fieri ma anche consapevoli della grande responsabilità che ne deriva”.
“Lavorare insieme – ha continuato il presidente – esportando e importando cultura e scambi fattivi tra i popoli rappresenta uno dei momenti più importanti per uscire dalla crisi che dilania il mondo e per migliorare l’ambiente che ci circonda, aggredendo le emissioni di anidride carbonica che mettono a rischio il clima sulla terra, ma che sono globali e come tali vanno affrontate partendo dal vivere quotidiano di tutti noi”.
All’incontro di oggi ne seguiranno tanti altri anche nei paesi stranieri che fanno parte del progetto. Alla fine anche questi paesi saranno dotati di piani per l’energia sostenibile su modello di quanto fatto in seno all’amministrazione provinciale teatina.
Ma a beneficiare di queste azioni non sarà soltanto il settore della salvaguardia ambientale ma anche quello commerciale. C’è infatti da sottolineare che la rete imprenditoriale che riguarda il settore dell’energia, soprattutto di quella alternativa che si intende sviluppare, è quasi a zero. A tutto vantaggio della capacità imprenditoriale del nostro territorio.
Protagonisti dell’incontro di oggi sono stati, oltre al presidente Di Giuseppantonio, l’assessore provinciale all’ambiente Eugenio Caporrella, il direttore generale di Alesa Antonio Di Nunzio e il direttore tecnico Ferdinando Stampone, il dirigente provinciale del settore ambiente Giancarlo Moca, il consigliere provinciale delegato alle politiche comunitarie ed energetiche Paolo Sisti, i rappresentanti di Energy Charter Secretariat, Urban Rusnak, Dario Chello, Gabriela Prata Dias e Zafar Samadov e i rappresentanti delle città di Somoniyon (Tajikistan), Taraz (Kazakhstan), Sumgayit (Azerbaijan) e Novogrudok (Bielorussia). (ar.ia)






