CHIETI – Dovevano essere espulsi dal territorio italiano, ma dopo un po’ di giorni e nonostante il decreto di espulsione, si sono ripresentati in Questura a Chieti per depositare una domanda di asilo politico e per chiedere in Prefettura di essere assistiti.
Sono in 24 e fanno parte di quel primo gruppo di 40 persone di profughi arrivati a Chieti nella notte tra il 22 e il 23 marzo, secondo quanto ordinato dal Piano di distribuzione nazionale che sta smistando extracomunitari che sbarcano sulle coste italiane su tutta la penisola a causa del fatto che i centri d’accoglienza dove generalmente vengono ospitati sono ormai strapieni.
Il gruppo arrivato a marzo è stato ospitato nelle strutture della fondazione delle “Figlie dell’amore di Gesù E Maria” suor Vera D’Agostino a Brecciarola di Chieti Scalo. Secondo i dati a disposizione della Prefettura di Chieti, dei 40 profughi solo sei hanno presentato richiesta d’asilo. “Per gli altri – ha fatto sapere il vice prefetto Valentina Italiani – man mano che sono stati identificati, sono stati emessi decreti di espulsione”.
Dovevano, dunque, andare via da Chieti, ma ieri si sono ripresentati in fila nell’atrio del palazzo della Prefettura, accompagnati da un cittadino pachistano, cosa che ha fatto pensare che anche loro fossero pachistani, che ha consegnato i documenti per la richiesta di asilo.
Il prefetto Fulvio Rocco de Marinis ha deciso che il principio d’accoglienza doveva avere la precedenza sul decreto di espulsione e ha deciso di chiedere nuova ospitalità nelle strutture di suor Vera che ha nuovamente accettato di riaccoglierli.
I profughi, dunque, sono tornati a Brecciarola in attesa che la commissione nazionale si esprimerà sulla loro richiesta. Nel frattempo da suor Vera, nella sera tra il 10 e l’11 aprile, è arrivato anche un secondo gruppo di 50 extracomunitari.



