CHIETI – Vengono da 25 nazioni le persone che daranno vita domani 12 giugno a Chieti, presso la villa comunale, alla terza edizione della “Festa dei Popoli”, una manifestazione all’insegna della musica, dell’artigianato e dei sapori.
L’iniziativa, promossa dal centro interculturale mondo famiglia e organizzata dalla Caritas diocesana in collaborazione con numerose associazioni onlus, è anche l’occasione per tracciare un bilancio sulle politiche sociali del comune di Chieti.
Nel capoluogo sono 2.570 i residenti che provengono da Paesi extracomunitari e 1.040 quelli provenienti da Paesi comunitari, con i cittadini di origine albanese, brasiliana, cinese, indiana e ucraina che rappresentano le comunità più numerose.
Dei 1.305 stranieri che si sono recati presso gli uffici delle Politiche sociali del comune, 37 sono stati indirizzati verso i corsi di formazione territoriale per gli adulti e circa 15 famiglie hanno ottenuto un aiuto economico dall’ente.
Per quanto riguarda i minori seguiti dal centro servizi immigrati, in 40 hanno partecipato ai campus estivi organizzati dall’amministrazione comunale e hanno frequentato la ludoteca del comune.
“Il centro servizi immigrati del comune – spiega Emilia Di Matteo, assessore comunale alle Politiche sociali – teso al miglioramento dell’integrazione sociale e delle condizioni di vita degli stranieri residenti nel comune di Chieti, sta portando avanti una serie di attività di orientamento ed un proficuo impegno rivolto al ricongiungimento familiare dei cittadini che si sono trasferiti a Chieti”.
Il centro gestisce inoltre un progetto di mediazione culturale e linguistica nelle scuole dell’obbligo, nell’ambito territoriale tramite mediatori culturali e linguistici, i quali offrono un servizio complementare alle attività di insegnamento utilizzando la lingua madre o una comunicazione bilingue.
“Non bisogna dimenticare, infine – aggiunge la Di Matteo – sempre nell’ambito delle politiche sociali rivolte ai cittadini stranieri, che l’amministrazione del sindaco Umberto Di Primio ha aderito al progetto di governance ‘Donne ora visibili’, che prevede un rimborso sugli oneri contributivi, pari ad 1,10 euro per ogni ora di attività svolta nel lavoro di cura domiciliare dagli assistenti familiari, purché in possesso di regolare contratto di assunzione. Un progetto che punta decisamente a garantire la qualità delle prestazioni del lavoro di cura alla persona, oltre a fornire uno strumento, quello del rimborso sugli oneri contributivi appunto, che mira all’emersione, alla regolazione ed alla qualificazione delle prestazioni domiciliari”.





