CHIETI – Da questa mattina alle ore 10 il signor Roberto Iezzi e i suoi due figli si sono incatenati davanti all’entrata della loro abitazione, una casa popolare del complesso Ater di via Saline, a Brecciarola di Chieti Scalo, per protestare contro l’Azienda territoriale di edilizia residenziale che non riesce a trovare 30 mila euro per riparare il tetto della palazzina così da evitare che ad ogni acquazzone piova dentro la casa del signor Iezzi.

La protesta è poi rientrata nel pomeriggio grazie alla mediazione della comandante dei vigili urbani di Chieti, Donatella Di Giovanni, che ha poi convinto l’uomo e i figli a rientrare in casa, assicurando che il Comune farà di tutto perché l’Ater porti a termine i lavori.

L’uomo, 55enne che di professione fa il tubista ma da un mese è anche disoccupato, è vedovo e padre dei due figli, Stefano di 30 anni e Mattia di 22, anche loro disoccupati. Quando hanno deciso di incatenarsi al pilone del terrazzino d’ingresso hanno anche iniziato uno sciopero della fame e della sede ad oltranza.

Roberto Iezzi non è nuovo ad iniziative di questo genere. Anni fa si incatenò davanti alla Prefettura, sempre per chiedere lavori urgenti per il complesso delle palazzine Ater di via Saline. “Anche allora – racconta tra le catene – dissero che non c’erano soldi, ma fu il prefetto in persona a venirmi a dire che il giorno dopo sarebbero iniziati i lavori. E così è stato”.

In quell’occasione fu risistemato il sistema fognante, ma non fu aggiustato il tetto da dove l’acqua piovana si infiltra fin nelle camere lasciando ampie chiazze scure di muffa e intonaco a pezzi. Il signor Roberto ha lasciato aperta la porta della sua abitazione perché tutti potessero vedere con i propri occhi la situazione: soffitti completamente scrostati, muffa dappertutto e, su un armadio, due secchi d’acqua per raccogliere l’acqua piovana.

“Dove ci sono i secchi la situazione è più grave – spiega il padrone di casa – perché in quel punto l’Ater ha fatto realizzare lavori che evidentemente non sono stati fatti bene e da allora, ogni volta che piove, inizia a piovere anche in casa”.

Sul posto, oltre ai carabinieri e ai vigili urbani, è intervenuto anche l’assessore comunale alle Politiche abitative Ivo D’Agostino, che, tra l’altro è della zona. D’Agostino si è subito dato da fare per contattare l’Ater che, però, in un primo momento ha fatto sapere di non avere fondi a disposizione e soprattutto di non essere in possesso delle autorizzazioni regionali per fare questo tipo di lavori.

Domani D’Agostino accompagnerà la famiglia a parlare con i vertici Ater per vedere di sbloccare la difficile situazione.