CHIETI – Per il vice sindaco di Chieti, Bruno Di Paolo, gli attacchi subiti da maggioranza e opposizione in Comune non sono altro che la reazione della “casta” a chi tenta di attentarne da vicino ai privilegi, proponento il dimezzamento delle indennità percepite.

Ma certamente il numero due di Umberto Di Primio dice di non avere intenzione di farsi fermare da quelli che definisce “i recenti ridicoli (spesso anche goffi) tentativi di “rampicata forzata sugli specchi”,  da parte di alcuni amministratori teatini, al fine di giustificare con ogni mezzo davanti all’opinione pubblica la mancata adesione al mio invito di riduzione del 50 per cento dell’indennità di amministratore o del gettone di presenza di consigliere comunale”.

Anzi, Di Paolo si dice convinto che adesso occorre un gesto forte, almeno a livello di comunicazione, tanto che ha pensato all’intervento del popolare telegiornale satirico “Striscia a Notizia” o dell‘altrettanto popolare trasmissione di denuncia “Le Iene”.

“Credo che Maurizio Staffelli di Striscia la notizia – dice Di Paolo – troverebbe sicuramente terreno fertile per la consegna di decine e decine di tapiri a questi  soggetti, “pseudo-amministratori”, che arrocandosi in difesa dei loro presunti sacri diritti retributivi (in altre parole meri privilegi della casta) stanno offrendo ai cittadini di Chieti un esempio di squallore e degrado politico senza precedenti”.

“E, probabilmente – minaccia ancora – anche le Iene potrebbero “inzupparci il pane” in questa storia che trova radici nella cultura mia e del mio partito “Giustizia Sociale” di solidarietà verso i meno abbienti ma che è andata poi a sfociare, inevitabilmente come sempre accade, nell’autoreferenzialità e presunzione dei politicanti posseduti dal delirio di onnipotenza e a certificare, semmai ce ne fosse ancora bisogno, la figura “sempre di moda in politica” dell’amministratore di professione”.

Insomma, mentre sulla testa del vice sindaco pende una mozione di sfiducia che un gruppo di consiglieri di maggioranza vorrebbe presentare al prossimo Consiglio comunale, lui non si tira indietro e continua nella sua battaglia.

“Vogliono indurre il sindaco – dice a riguardo – a togliermi la carica di vice e forse anche a cacciarmi dalla Giunta, in barba alle migliaia di voti della mia lista portate in dote alla coalizione, per aver osato in maniera ‘impertinente’ mettere le mani nelle loro tasche con l’unico scopo, a mio parere decisamente nobile, di ridare qualcosa ai cittadini più bisognosi”.

“Credo che sia l’unico caso in Italia, se non addirittura nel mondo – continua il leader di Giustizia sociale – che vede un amministratore rischiare di essere rimosso dalla sua carica per essersi ridotto lo stipendio della metà. E allora ben venga la conta sulla mia sfiducia in Consiglio, che pretenderò per appello nominale, cosicché tutti cittadini sapranno nome e cognome di chi desidera sempre e comunque mantenere privilegi e benefit”.

Di Paolo minaccia anche una campagna di comunicazione a tappeto per far sapere puntualmente cosa succede, tanto che, se qualcuno non avrà modo di leggere i giornali, avverte che sta per partire “l’abituale lettera che invio periodicamente a tutte le famiglie della città sotto lo slogan “Informare i cittadini non è solo un dovere… è un vero e proprio obbligo morale” in modo che ognuno possa valutare, farsi un’opinione e poi andare a votare secondo coscienza nei prossimi appuntamenti elettorali”.  

Insomma, il clima sembra essere già quello da campagna elettorale, sebbene l’appuntamento delle regionale, cui Di Paolo sarebbe interessato, è ancora lontano. 

“In questi giorni – chiude il vice sindaco – i consiglieri comunali me ne hanno dette di tutti i colori. Ho sopportato tutto finanche le calunnie, le ingiurie, le offese gratuite e le bugie più colossali, preferendo non rispondere perché non sono mai sceso e non scenderò mai a certi livelli. Mi sta bene tutto… tranne il fatto che finora nessuno ha messo mano al portafogli”.