CHIETI – A sentire il resoconto che il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, dà degli incontri avuti nella giornata di ieri con i gruppi della sua maggioranza, sembrerebbe che al Comune non ci sia più alcun problema di tenuta politica della coalizione di centrodestra. Voci di corridoio dicono esattamente il contrario e continuano a parlare di consiglieri di maggioranza pronti a sfiduciare il primo cittadino, anche in aula, come lui stesso ha chiesto apertamente più volte.

Comunque, secondo Di Primio, è stato più che soddisfacente l’esito dei colloqui con i rappresentati dei partiti politici della coalizione di centrodestra e i consiglieri comunali di maggioranza, sullo stato di attuazione del programma di governo, sulla necessità di adeguare tale programma alle nuove situazioni venutesi a creare dal momento delle elezioni politiche a oggi, dalla spending review, ai debiti ereditati, sull’attività svolta dalla Giunta e sul ripetersi di situazioni “imbarazzanti e deprecabili quali la mancanza del numero legale in Consiglio comunale“.

“Con cristallina chiarezza – scrive infatti il sindaco in una nota – nel corso delle riunioni avute singolarmente con ogni forza politica, è emersa, da parte di ogni partito, la fiducia al sindaco e alla coalizione, nonché il forte sostegno al programma da tutti condiviso e approvato” 

“Sono soddisfatto – assicura – dello schietto, leale e costruttivo confronto avuto con chi, in questo momento così difficile per tutti, condivide con me il governo della città. Aver ricevuta nei miei confronti, anche se da parte mia non richiesta in quanto non ritenuta in discussione, la piena fiducia di tutti i partiti, dei consiglieri, oltre che degli assessori è sicuramente la migliore risposta che io e la città potessimo avere rispetto alle chiacchiere di una sinistra ridotta ai minimi termini, che si fa forza dell’attenzione di qualche soggetto che, pur eletto in maggioranza, oggi se ne distanzia per questioni di interesse solo personale”. 

Sebbene nessun consigliere comunale si senta di fare dichiarazioni ufficiali a riguardo, in diversi, però, ufficiosamente, confermano che gli incontri di ieri non sono serviti a molto per risolvere la crisi politica in cui si trova la coalizione di centrodestra, che, a tanti, appare ormai definitivamente al capolinea.

Quanto agli incontri di ieri, il primo partito ad essere stato convocato è stato quello del vice sindaco, Bruno Di Paolo, ovvero Giustizia sociale. Lo schieramento si è presentato con lo stesso Di Paolo, il capogruppo Enrico Bucci, ma senza l’altro consigliere eletto, Luigi Milozzi, secondo voci da tempo distante dalla lista civica. 

Giustizia sociale sembra abbia approfittato dell’incontro per richiedere ulteriori deleghe per il vice sindaco, l‘unico al quale Di Primio ha tolto alcune deleghe, preannunciando un rimpasto di giunta che avrebbe coinvolto tutti ma che poi non c‘è più stato.

Dopo Giustizia sociale è stato il turno dell’Unione di centro, che si è presentata senza il principale referente politico, ovvero l’ex sindaco Andrea Buracchio, presidente provinciale del partito. Al suo posto c’era Luca Sarodi nuovo coordinatore cittadino Udc.

La posizione del partito della vela riguardo alla fiducia richiesta dal sindaco non è stata affatto condiscendente. L’Udc ha comunque ribadito al primo cittadino che i problemi principali della sua coalizione non sono da cercare tra gli alleati del Popolo della libertà, ma all’interno del Pdl, dove si annida lo scontento.

L’Udc avrebbe espresso anche serie preoccupazioni circa i problemi amministrativi da risolvere, soprattutto dopo il nuovo allarme dei revisori dei conti sulla possibilità di sforare i limiti del patto di stabilità.

Dopo l’Udc, Di Primio ha incontrato il gruppo dei cinque che ha ribadito di non essere a caccia di poltrone, ma nel caso ci fosse un ritocco di giunta vorrebbe essere tenuti in considerazione. L’assessore che dovrebbe far riferimento a questo nuovo gruppo, nato da aggregazioni all’interno del Consiglio comunale da parte di consiglieri comunali appartenenti a diversi raggruppamenti civici tutti di centrodestra, è Giuseppe Giampietro, nominato in quota Movimento per le autonomie.

Tra Giampietro e il gruppo dei cinque, però, si deve registrare una difficile convivenza, dovuta a dissapori con proprio uno dei membri dei cinque, il consigliere Liberto Aceto.

Ultimo ad essere stato ascoltato da Di Primio è stato proprio il suo partito, il Pdl, che si è presentato senza l’uomo che sinora ha catalizzato maggiormente lo scontento, il primo degli eletti Domenico Di Fabrizio.

In procinto di lasciare il Pdl, Di Fabrizio sarebbe riuscito a portare dalla sua parte anche un gruppetto di “malpancisti” pidiellini, pronti a sfiduciare il sindaco.

Comunque, nell’incontro di ieri i consiglieri pidiellini non si sono detti per nulla convinti dell‘operato della giunta comunale. Sembra che abbiamo espresso critiche nei confronti di tutti gli assessori, nessuno escluso. Tanto è vero che il sindaco avrebbe fatto loro due proposte di cambiamento di giunta: o fuori tutti gli assessori, per ripartire da zero con una giunta di esterni, oppure solo un cambio di deleghe per tutti. Proposta per niente digerita dal Pdl.