CHIETI – La famiglia ha o non ha una funzione pubblica e sociale? Questa è la domanda che si sono posti gli interlocutori al convegno ‘Una città costruita a misura di famiglia’ svoltosi ieri giovedì 12 maggio a Chieti, organizzato dalla Cisl Fp Abruzzo e Molise e il centro famiglia di Chieti.

Hanno partecipato a questa giornata monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti, e Raffaele Bonanni, segretario nazionale della Cisl.

“Con questa iniziativa – afferma Vincenzo Traniello, segretario Cisl Fp Abruzzo – intendiamo fornire spunti di riflessione per stimolare la formulazione di programmi che esplicitamente vedano la famiglia al centro della politica, per fare di ogni nostra città una città a misura di famiglia. Quindi è necessario adottare politiche che abbiano come obiettivo fare famiglia, sostenendo e promuovendo il valore sociale ed aggiunto dell’aggregazione familiare nelle realtà locali”.

In Italia e in Abruzzo la politica per la famiglia è agli  ultimi posti rispetto all’Europa pari a 28 miliardi di euro, con due punti in meno di Pil investiti rispetto a Francia e Germania. In Abruzzo abbiamo, dati aggiornati al 2008, una spesa per interventi e servizi sociali erogata dai comuni pari a 83.673.510 euro, cifra che include anche le spese per il personale e per l’affitto, riducendo di molto le risorse destinate agli utenti. La spesa media procapite di 62,9 euro, è inferiore alla media nazionale pari al 110,7 euro.

Un altro dato negativo giunge dall’analisi della spesa regionale destinata alle famiglie e ai minori per servizi di assistenza agli anziani e ai disabili e per gli asili nido.

Per l’assistenza domiciliare socio assistenziale l’Abruzzo impegna una spesa media per utente di 1.268 euro contro i 1.974 euro delle Marche e gli 889 euro del Molise su una media nazionale di 1.797euro.

Anche per l’assistenza domiciliare integrata, con i servizi sanitari e per le strutture residenziali, l’Abruzzo è largamente inferiore sia alle Marche che alla media dell’Italia: l’assistenza sanitaria domiciliare 1.402euro contro i 2.334euro delle Marche, 489euro del Molise, strutture residenziali 5.804euro contro i 3.838euro della regione marchigiana e 3.792 della media nazionale.

Ancora più pesante è la situazione degli asili nido, strutture socio-educative indispensabili sia per la socializzazione degli stessi che per il sostegno all’occupazione femminile. Attualmente il servizio viene erogato solo a 2.673 dei circa 20 mila minori.

In Abruzzo e in Italia il sistema welfare si caratterizza per la mancata sussidiarietà nei confronti della famiglia, anzi esiste una sussidiarietà alla rovescia in quanto le famiglie finanziano il debito pubblico.

Raffaele Bonanni rimarca ha rimarcato “la mancanza di welfare pubblico dedicato specificatamente alle problematiche familiari, anzi sostengono il peso di uno Stato molto costo e poco efficiente nell’erogare servizi. Per queste ragioni la famiglia rimane il più importante ammortizzatore sociale”.

Il centro famiglia di Chieti sta cercando, in sinergia con le istituzioni locali, di realizzare un progetto di città a misura di famiglia con un programma che vuole mettere al centro della città la famiglia e renderla corresponsabile delle politiche cittadine, non per produrre, quindi, solo semplici servizi, ma per rendere la famiglia protagonista del sistema.

A conclusione monsignor Bruno Forte ha sottolineato l’importanza della de-ideologizzazione del sindacato che deve porre al centro del sua azione la persona umana, deve favorire la partecipazione dei lavoratori nella sfida per la costruzione di una città che passi da chiusa a relazionale, aperta e coordinata tra tutte le realtà.