CHIETI – È iniziata con la benedizione del parroco per i nuovi locali che ospitano la sala consiliare all’ex Upim ed è finita con una rissa evitata per un soffio. Il Consiglio comunale di oggi (la prima seduta nei nuovi spazi alla cui ristrutturazione ha sovrinteso il presidente del Consiglio, Marcello Michetti, che ha pagato anche di tasca propria le belle gigantografie di Chieti appese ai muri) non ha brillato certo per il fair play dei consiglieri comunali che si sono attaccati proprio su questioni di religione.
Tutto è successo all’ultimo punto all’ordine del giorno, quello presentato dall’Udc per chiedere la creazione di un fondo di solidarietà per i più bisognosi.
Una iniziativa che ha visto numerose contestazioni tra cui quella del consigliere dei “responsabili” Gianni Di Labio che ha sollevato anche il problema dei contributi per le famiglie indigenti dati, a suo dire, soltanto ai 50 più veloci nel presentare la domanda e che perciò, spesso, esclude proprio chi ne ha più bisogno.
Dopo di lui ha preso la parola il consigliere del Partito democratico Renato Di Salvatore che ha fatto una digressione sull’opportunità di far benedire la sala da un parroco. Pur essendo cattolico credente, Di Salvatore ha detto di essersi sentito infastidito dal quel momento, anche nel rispetto di consiglieri comunali che professano fedi diverse, come Bassam El Zohbi che è musulmano.
Da qui è partita la polemica. A levare la voce in difesa della fede cristiana è stato il consigliere di Giustizia sociale Enrico Bucci che non ha più permesso al consigliere Di Salvatore di continuare. Questi ha infatti abbandonato l’aula per protestare contro il mancato diritto alla parola ma prima di farlo per poco non è venuto alle mani con Bucci.
Nei momenti più concitati si sono alzati in tanti per scongiurare la rissa e anche Michetti ha lasciato la sedia da presidente per cercare di rimettere a posto la situazione che comunque continuerà ad avere degli strascichi.
Per quanto riguarda la seduta consiliare, i lavori erano proceduti senza intoppi. Se non uno per la maggioranza, che era andata sotto sul voto dell’ordine del giorno di Alessandro Marzoli per rafforzare la videosorveglianza, ordine del giorno votato anche da Fli e Udc.
“L’ordine del giorno era convincente e condivisibile – ha spiegato il capogruppo Alessandro Giardinelli – e dunque non vedo perché non avremmo dovuto votarlo. L’Udc è leale alla maggioranza del sindaco Umberto Di Primio ma non vota in aula in maniera preconcetta”.
Unanimità d’intenti si è invece registrata sull’ordine del giorno dei consiglieri Emiliano Vitale e Stefano Rispoli (Popolo delle libertà) che chiedevano a sindaco e Giunta di attivarsi in Regione per far assegnare alle Province una quota parte dei proventi derivanti dall’applicazione delle accise regionali sui carburanti e sul bollo auto per poter effettuare interventi urgenti in materia di viabilità. (ar. ia.)






