CHIETI – Si è svolto ieri mattina a Chieti l’atteso consiglio comunale sul caso rifiuti, la cui seduta consiliare è stata convocata e fatta slittare per due volte, con tanto di polemiche da parte dell’opposizione.
Peccato che l’assise non sia riuscita ad arrivare ad un documento condiviso come si era tentato di fare in commissione e come sembrava potesse accadere fino all’ultimo momento, quando l’opposizione ha presentato un ordine del giorno molto simile a quello della maggioranza.
“La differenza tra i due ordini del giorno – ha detto il sindaco Umberto Di Primio ad AbruzzoWeb – sta solo nel fatto che in quello della minoranza c’è un attacco esplicito alla Regione Abruzzo di natura evidentemente politica e strumentale”.
L’ordine del giorno della maggioranza è stato poi approvato a maggioranza, respinto quello dell’opposizione.
Il sindaco dal canto suo ha ribadito in aula che la maggioranza si è interessata da tempo del problema dei rifiuti de pescarese: “Ci siamo mossi tempestivamente – ha detto – come testimonia la lettera inviata alla Regione a luglio 2011 in cui avevo già detto di no a nuovi conferimenti di pattume derivanti dal territorio pescarese”.
Di Primio ha anche il riconfermato il no all’ampliamento della discarica di Casoni ma per quanto riguarda l’attivazione da parte della Regione della riserva del 5% il discorso è più complesso.
La Regione, infatti, ha attivato la riserva ma il sindaco sottolinea che, secondo la legge regionale 45 del 2007 per far ricorso a questa possibilità che riserva alla Regione parte della capacità della discarica teatina occorrono “motivi contingibili e urgenti”. Ed è tutta qui la questione, perché secondo il sindaco tra i suddetti “motivi contingibili e urgenti” non possono rientrare quelli economici.
Infine c’è da registrare la posizione in consiglio comunale di Rifondazione comunista, il cui capogruppo, Riccardo Di Gregorio, non ha votato né l’ordine del giorno del centrodestra né quello del centrosinistra.
“La gestione dei rifiuti nella città di Chieti ed in provincia trova molti difetti – dice Di Gregorio – perché stando così la questione con il rimpallo delle responsabilità tra i due maggiori partiti (Pd e Pdl) e le due maggiori provincie (Chieti e Pescara) sembra che si punti a costruire l’inceneritore magari proprio nella nostra città”
“Perché dico questo? – continua Di Gregorio – Perché sembra che faccia comodo produrre l’emergenza per costruire i termovalorizzatori. E’ strano, infatti, sulla questione della solidarietà che il Pd di Chieti abbia una posizione simile a quella del sindaco Di Primio (seppur con motivazioni diverse); e questo fa il paio con la stranezza dell’idea del Pd di Cupello che vuole gli inceneritori così come l’assessore Provinciale Caporrella del Pdl”.(ar.ia.)




