CHIETI – Facciamo come in Germania: pochi laureati ma molte competenze tecniche e professionalizzanti per i giovani che si affacciano sul mondo del lavoro e che trovano subito un impiego.
Il suggerimento arriva dal vice presidente di Confindustria nazionale Ivanhoe Lo Bello, oggi pomeriggio a Chieti, ospite di Confindustria Chieti insieme al rettore dell’università “d’Annunzio”, Carmine Di Ilio.
Nel pomeriggio, infatti, presieduta dal presidente Confindustria Chieti, Paolo Primavera, si è svolta l’assemblea generale dei soci con l’approvazione all’unanimità dei bilanci e, a seguire, c’è stato il dibattito sulla scuola.
Lo Bello ha parlato del sistema dell’istruzione italiano come ancora troppo ancorato al passato. Secondo lui è il sistema scolastico tedesco quello da prendere ad esempio, un sistema il cui successo è legato a una forte sinergia tra il mondo economico-produttivo e quello della scuola.
“In Germania – ha detto Lo Bello – c’è un basso livello di laureati, perché non si è fatto l’errore che abbiamo commesso noi dagli anni ’60 in poi, quando è nato il mito della licelizzazione e dell’università. Da allora in poi si è determinato un forte vulnus nel sistema dell’istruzione tecnica e professionale, vista come una sorta di scuola di serie B”.
Giudizio negativo anche sulla riforma del tre più due, che “oggi non funziona secondo gli auspici del legislatore, perché gran parte degli studenti ritengono che il percorso universitario che consenta di dare loro lavoro ha bisogno dei tre più i due anni”.
Ha convenuto sollo stesso giudizio anche il rettore Di Ilio che ha ricordato come la riforma sia nata dalla “necessità di avere più laureati in linea con gli standard europei, ma per raggiungere questo obiettivo si sono semplicemente tagliati gli anni di studio. Ma alla fine dei tre anni non si colgano gli obiettivi, non si trova lavoro, si creano solo degli illusi”.



