CHIETI – Da questa mattina sono a casa gli otto operai della Teateservizi che si occupano del cimitero di S. Anna. Resteranno senza lavoro per almeno due mesi e poi potranno essere riassunti. Nel frattempo la società pubblica del Comune di Chieti dovrà fare i salti mortali per cercare manodopera e assicurare comunque il servizio, che, tra l’altro d’estate, va portato a termine con una certa solerzia rispetto alle stagioni più fredde.

Teateservizi in subbuglio, dunque, per “l’inconveniente” causato delle norme introdotte dalla recente legge Fornero che non permette una seconda proroga del contratto degli otto necrofori.

Il presidente della società pubblica Valerio Visini ha cercato di correre ai ripari  attingendo alla graduatoria del concorso che fatto a maggio scorso sempre per i servizi cimiteriali. Ma degli otto operai rimasti in graduatoria, tutti ex della Teateservizi rimandati a casa a causa dei tagli del Comune, solo in quattro hanno accettato l’incarico.

Gli altri quattro qualificati, invece, pur essendo rimasti senza lavoro, hanno deciso di non accettare il contratto perché, lavorando solo per uno o due mesi, avrebbero perso il diritto al sussidio di disoccupazione. E anzi, adesso minacciano proteste.

Dopo anni e anni di lavoro, si aspettano contratti un po’ più stabili e stanno pensando anche di riesumare l’accampamento, con tanto di tenda, che utilizzarono nella passata amministrazione per protestare contro il Comune.

Di protesta si tornerà sicuramente a parlare nel prossimo Consiglio comunale in cui dovrebbe arrivare sui banchi dei consiglieri anche il bilancio di Teateservizi. I lavoratori, ex compresi, hanno tutta l’intenzione di far sentire la loro voce in aula.

Intanto, per coprire il buco dei quattro necrofori mancanti, Teateservizi si è rivolta al centro per l’impiego che, nel più breve tempo possibile (i sette giorni regolamentari per aspettare le risposte al bando) dovrebbe assicurare il personale ad hoc. Nel frattempo non c’è altra strada che rivolgersi all’agenzia interinale che lavora con il Comune di Chieti.

Certo è che la situazione non è facile da gestire. Non lo è perché il Comune non può continuare a prorogare i servizi in gestione alla società pubblica mese per mese, in attesa del piano industriale che doveva essere pronto già dall’anno scorso.

Basta una riforma, come è accaduto per quella della Fornero, a far saltare tutto il complicato equilibrio su cui si regge la macchina amministrativa della Teateservizi. Il cda della società pubblica è in fermento e il presidente Visini fa fatica a tenere la situazione sotto il livello di guardia.

L’ultima scadenza per la redazione del piano industriale è entro la fine del mese. Vedremo se non slitterà ancora una volta. (ar.ia.)