CHIETI – La Cgil ha chiesto l’intervento del prefetto di Chieti e provvederà a coinvolgere di nuovo la Commissione Parlamentare d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale sulla vicenda della struttura psicoriabilitativa denominata ‘Azienda Agricola’ ex gruppo Villa Pini di cui oggi è titolare, con contratto d’affitto la Casa di Cura Abana Terme.
La struttura ospita 35 pazienti, di cui 8 provenienti da OPG (ospedali psichiatrici giudiziari) e occupa 23 operatori sanitari.
“La situazione di pazienti e lavoratori si è fatta particolarmente preoccupante – dichiarano in una nota Angela Scottu, titolare del Dipartimento Welfare della Cgil Abruzzo e Carmine Ranieri, sergretario regionale Fp Cgil Abruzzo – in seguito alla mancata voltura dell’accreditamento disposta dal Commissario ad acta Chiodi e Sub Commissario Baraldi, con delibera del 31 marzo 2011, e conseguente diffida e minaccia di ricorso all’Autorità Giudiziaria Penale da parte del dottor Petruzzi della casa di Cura Abano Terme. Desta sconcerto e riprovazione il cinico disinteresse del Governo regionale, che pur conoscendo da tempo le problematiche della struttura , ha ritenuto di non dover intervenire per la risoluzione delle stesse, se non per negare la voltura del contratto di accreditamento”.
“La Asl di Chieti – proseguono i due rappresentanti sindacali – ha bloccato la delibera di pagamento di tutte le fatturazioni emesse dalla Casa di Cura Abano Terme per le attivita’ sanitarie accreditate da ottobre 2010, con la motivazione di dover stralciare la posizione dell’Azienda Agricola, causa mancata voltura dell’accreditamento da parte della Regione. Per l’Azienda Agricola, il credito vantato da Casa di Cura Abano Terme da ottobre ad oggi è pari a 700 mila euro, per le altre attività sanitarie si tratta di crediti di milioni di euro. A questo punto c’e’ da pensare che il cinico disinteresse della Regione fa il paio con un bieco calcolo di risparmio della spesa sanitaria sulla pelle dei malati”.




