CHIETI – Nessun accordo con i sindacati sulla cassa integrazione straordinaria chiesta dall’azienda Sixty di Chieti.
Questa la conclusione del vertice di oggi nella sede della Provincia, nonostante il fatto il vertice aziendale abbia sottolineato che l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale è un passaggio obbligato per l’azienda nell’ambito del piano industriale 2012-2015 che si pone come obiettivo quello di assicurare il rilancio del gruppo e il ritorno all’utile nel 2015.
Cgil, Cisl e Uil, in maniera congiunta, spiegano perché non si è arrivati all’accordo: “La Cigs per crisi, come causale, non è stata condivisa poiché in netto contrasto con le finalità del piano industriale e soprattutto perché verrebbe considerata come un anticipo della mobilità”.
Inoltre, dicono i sindacati, “non è stata accolta la richiesta, che avrebbe sgombrato il campo da “ equivoci” (pre-licenziamenti) di aprire la Cigs per tutto il personale e avrebbe colto la reale finalità di suddetto ammortizzatore sociale. Non è stato chiarito a chi verranno esternalizzate alcune attività (il cuore dell’azienda) quali Magazzino Materie prime, Cad e Controllo qualità tessuti e che fine faranno i lavoratori ad esse legate”.
È ovvio che procedere in modo unilaterale nella richiesta della cassa integrazione, senza neanche attendere il coinvolgimento della Regione, attraverso l’unità di crisi, e chiedere comunque la firma del ministero, per i sindacati è un ulteriore elemento negativo.





