CHIETI – La geografia politica del Consiglio comunale teatino sta per cambiare i suoi equilibri, con mutamenti che potrebbero avere un risvolto della stessa natura anche nella Giunta del sindaco Umberto Di Primio.

A influire sulla composizione dell’assise civica sono sia la rivoluzione del panorama politico nazionale sia cause più locali.

Per il momento appare certo, sebbene non ancora ufficiale, l’abbandono dell’Unione di centro da parte del consigliere comunale Franco Di Pasquale. La notizia sembra ormai confermata nonostante il consigliere abbia tentennato per alcuni mesi prima di decidersi.

Di Pasquale, però, non abbandonerà lo schieramento di centrodestra, decidendo di aderire al gruppo misto (proprio come ha fatto prima di lui l’altro ex collega dell’Udc, Marco Di Paolo) oppure di approdare in una delle diverse liste civiche che sostengono il sindaco Di Primio, come quella del Popolo di Chieti capeggiata da Gianni Di Labio.

I motivi che da tempo vedono Di Pasquale in rotta con il suo partito sono legati ai contrasti avuti in particolare con l’assessore Ivo D’Agostino. In generale, comunque, i rapporti del consigliere, che ha fatto sempre il pieno dei consensi nel corso delle diverse elezioni comunali, con il resto dell’Udc non sono mai stati troppo idilliaci, a eccezione di quelli con l’assessore Antonio Viola.

Se anche Di Pasquale, come già Di Paolo, decidesse definitivamente di lasciare l’Udc, qualche altra forza di maggioranza potrebbe anche farsi avanti per chiedere un cambiamento d’assetto di Giunta, sulla base del ragionamento per cui non sarebbe politicamente equilibrato il fatto che l’Udc rimanesse con tre assessori comunali (Viola, D’Agostino e Marco Russo) visto che da cinque si ritrova con soli tre consiglieri comunali.

Questo fatto potrebbe riaccendere qualche appetito, rimasto in sospeso dopo la nomina di un vice sindaco esterno.

Ma i problemi non sono solo all’interno dell’Udc. Anche il gruppo consiliare del Popolo della libertà è in fermento.

Le nuove formazioni nazionali nate all’interno del centrodestra tentano più di un consigliere del Pdl. A partire dal capogruppo Vincenzo Ginefra, molto vicino al nuovo Mir, i Moderati italiani in rivoluzione dell’avvocato Gianpiero Samorì. Sembra addirittura che il Mir abbia offerto a Ginefra la possibilità di una candidatura in parlamento. L’interessato però smentisce questa opzione.

Mostrano grande insofferenza anche due  tra gli esponenti più giovani del gruppo Pdl, entrambi molto vicini al sindaco Di Primio: Emiliano Vitale e Stefano Rispoli guardano sia con interesse alle novità romane che anche con una buona dose di disillusione.

Pur sentendosi insoddisfatto del Pdl, sia nazionale che locale, Vitale parla anche di “confusione totale” nel mondo della politica italiana, che non rende facile fare una scelta.

La vede in questo modo anche Rispoli che riconosce comunque in Umberto Di Primio il proprio leader di riferimento e dice di aspettare una presa di posizione del sindaco. Del primo cittadino si sa che è da tempo amico di Maurizio Gasparri, sebbene lo stesso Di Primio abbia sempre precisato che si tratta solo di un’amicizia a livello personale.

Vicino a Gasparri sembra dover restare anche il senatore Fabrizio Di Stefano, impegnato in questi giorni nei problemi della ricandidatura, sebbene sia impossibile non ipotizzare che abbia guardato con interesse all’abbandono del Pdl da parte di Ignazio La Russa.