CHIETI – La movida a Chieti, nella città della camomilla? Una contraddizione in termini, si dirà, oppure la speranza di qualche sparuto proprietario di locali aperti anche la notte o dei giovani che non possono o non hanno voglia di prendere l’auto per andare a Pescara.

Per qualcuno, invece, è addirittura un problema. Allo Scalo, infatti, c’è chi parla di problema-sicurezza, dopo alcuni episodi di risse e atti di vandalismo sui marciapiedi di via Pescara e via Benedetto Croce. Sul colle, invece, ci sarebbe un problema di schiamazzi notturni in via Toppi e zone limitrofe.

Nei dintorni di via Toppi la polizia ha anche chiuso un locale aperto di notte, l’Aics Santa Maria, per disturbo della quiete pubblica. I residenti l’hanno avuta vinta sul “popolo della notte”, ammesso che esista un “popolo della notte” che “affolla” le strade teatine.

Perché a stare a quanto si può vedere in un video girato due settimane in un tetro martedì notte a Chieti centro e postato su YouTube da tre ragazzi teatini, di movida non c’è neanche l’ombra. Strade deserte dalla mezzanotte in poi. Da corso Marrucino, alla Trinità e alla tanto citata via Toppi.

Il video è stato girato di martedì, che, a dirla tutta, non è certo giornata adatta alla movida, si potrà obiettare. Ma anche il quotidiano Il Centro ha raccontato di una passeggiata nella notte teatina, e questa volta di venerdì. E, manco a dirlo, il risultato non è molto diverso.

Le strade non sono state trovate completamente vuote, ma da qui a parlare di fenomeni da movida vera e propria ce ne vuole. Chieti Scalo è comunque animata. Ci sono gli studenti universitari a fare numero davanti ai locali più gremiti: Il Baffo di via Pescara o il Fuoricorso in piazzale Marconi.

Meno gente si conta, invece, sul colle. Corso Marrucino, cuore della città, è semivuoto, a testimonianza che la vita notturna si è spostata in contrada Santa Maria, tra via Toppi e Porta Pescara. Ma anche qui i locali si contano sulle dita di una mano. 
 
Troppo poco, insomma, per parlare di movida. E così, al posto di pensare a limitazione degli orari dei locali, forse occorrerebbe pensare a come incentivarne la presenza per animare le notti teatine. Sempre cercando anche di coniugare al meglio il binomio divertimento-sicurezza. Arianna Iannotti