CHIETI – Sul ventilato aumento delle bollette dell’acqua a Chieti a partire da fine dicembre arriva la smentita dell’assessore comunale ai Lavori pubblici Mario Colantonio.

 “Le dichiarazioni del consigliere comunale, Luigi Febo, – dice l’assessore – sono nell’insieme non corrette e totalmente inesatte. Il Comune non ha predisposto alcun atto di cessione delle reti idriche all’Aca, bensì un atto di Consiglio di trasferimento del servizio idrico integrato all’Ersi, l’ente regionale per il servizio idrico integrato”.

“Con l’adesione all’Ersi – spiega ancora Colantonio – quest’ultimo assume i compiti di individuare il gestore attraverso gare ad evidenza pubblica nonché attuare la tariffa unica regionale sotto il controllo da parte dell’Aeeg (autorità per l’energia elettrica e del gas) e i costituiti Assi provinciali – ovvero le assemblee dei sindaci -. Pertanto sarà interesse dell’Amministrazione tutelare i cittadini di Chieti chiedendo per quanto possibile i mantenimenti delle tariffe adottate attualmente e rivalutate secondo le modalità Istat”.

Dunque, secondo Colantonio, il passaggio a un gestore con tariffe più alte rispetto a quelle del Comune non è affatto scontato. E anzi, l’Amministrazione ha intenzione di farsi valere proprio in questo campo.

“Allo stato attuale e già da diversi anni – chiarisce ancora – il Comune di Chieti non riceve alcun introito derivante dal pagamento delle bollette idriche, interamente destinato al rimborso della fornitura da parte dell’Aca e alla depurazione gestita dal Consorzio di bonifica; inoltre, si riscontra una morosità che supera il 20% di evasione e non pagamento delle bollette”.

Colantonio approfitta della querelle per tornare a ricordare le responsabilità della passata gestione di centrosinistra nella gestione dell’acqua: “In materia di gestione idrica, la precedente Amministrazione – dice – ci ha lasciato solo una pesante eredità: l’Amministrazione del Sindaco Di Primio, all’atto del suo insediamento, ha dovuto ovviare a tale situazione emettendo, tramite la Teateservizi, le bollettazioni dell’acqua relative agli anni 2008 e 2009, non emesse dalla precedente Amministrazione, con conseguente mancato pagamento all’Aca della fornitura”.