CHIETI – È stata battaglia oggi in Consiglio comunale a Chieti sul riconoscimento del debito fuori bilancio di 556.431 euro dovuto dal Comune alla ditta Pannozzo per lavori realizzati al Palatricalle in previsione dei campionati europei di basket femminile che si sono svolti in città nel 2007.

Secondo accertamenti fatti il Comune avrebbe dovuto pagare alla ditta soltanto 88 mila euro. Ma una serie di negligenze ha fatto sì che il debito lievitasse sino ad oltre 500 mila.

Il Consiglio ha votato a maggioranza per il riconoscimento del debito, con l’opposizione che si è astenuta, anche se, a ben vedere, il motivo del contendere non stava nella volontà o meno di riconoscere il debito, ma su come il sindaco Umberto Di Primio ha gestito l’intera faccenda.

A settembre scorso, infatti, in occasione del riconoscimento dei debiti fuori bilancio dell’ente, nella cui lista il debito Pannozzo non compariva, il consigliere comunale del Partito democratico Alessandro Marzoli ha chiesto di poter vedere il fascicolo che riguardava questo debito.

Atti che gli sono stati negati dal sindaco Di Primio, nonostante le reiterate richieste. Il primo cittadino, in aula, oggi ha spiegato che lui non ha avuto, se non per poco tempo, la delibera in mano, riconsegnata al segretario comunale, Maurizio Di Michele, anche lui tirato in ballo in Consiglio comunale.

Di Michele ha confermato la versione del sindaco, ma ha specificato che, nonostante quei documenti fossero stati di fatto riconsegnati alla segreteria generale, formalmente la riconsegna è avvenuta solo in seguito e dunque quegli atti, nonostante fossero in suo possesso, non potevano essere messi nelle mani del consigliere.

Una storia complicata, che ha fatto infuriare il consigliere Marzoli che non si è sentito tutelato in uno dei suoi diritti di consigliere comunale, quello dell’accesso agli atti, assegnatogli dal mandato elettorale.

Di Primio, da parte sua, avendo dato la sua versione dei fatti, ha poi puntato il dito contro l’opposizione visto che il debito si era formato nel corso della precedente amministrazione. La colpa è stata addebitata, un po’ pilatescamente, agli uffici comunali, che non si sono mossi come dovevano per evitare il lievitare del debito.

Il Comune, infatti, avrebbe dovuto pagare soltanto poco più di 88 mila euro, mentre adesso deve pagare 556.431 euro. Tutto è nato dal fatto che la ditta Pannozzo di Sora ha effettuato lavori extracontrattuali che sarebbero stati commissionati dal comitato organizzatore dei campionati di basket ma che il comitato non ha mai riconosciuto. Nel 2009, nel corso della precedente amministrazione, è arrivata l’ingiunzione di pagamento al Comune di Chieti per circa 430 mila euro.

A questa ingiunzione di pagamento il Comune non ha fatto opposizione e così il debito ha cominciato a lievitare finche a febbraio 2012 il Tar del Lazio a ordinato al Comune il pagamento.

“Su questo atto la mia amministrazione – ha sottolineato il sindaco in aula – si china a raccogliere un debito che non è proprio, trattandosi di un lascito della precedente amministrazione. Un debito cresciuto al punto tale da essere diventato assolutamente viziato e non esistente ma contro il quale, oggi, sia io che la mia Giunta non possiamo difenderci poiché già consolidato e non più opponibile sotto il profilo della opposizione giudiziale”.

“Ciò a cui siamo chiamati oggi – ha detto ancora il sindaco – è il dovere della responsabilità, ma voglio evidenziare che la mia amministrazione, ancora una volta, continua a pagare le azioni e le negligenze di chi in passato ha governato questa città. Oggi, infatti, sottraiamo 500.000 euro dalle casse del Comune di Chieti per pagare un debito che poteva essere evitato”.

 

Il sindaco ha annunciato in Consiglio comunale anche che ci sono anche altri debiti pregressi imputabili alla precedente amministrazione. “Non mi venga detto, dunque, – ha sbottato Di Primio – perché aumento l’addizionale Irpef dello 0,2%. Di certo non per fare feste, ma per pagare i debiti e mandare avanti la macchina amministrativa”. (ar.ia.)