CHIETI – C’è chi ha apprezzato, lasciando commenti entusiasti via facebook, e chi invece è rimasto davvero deluso davanti alle proiezioni natalizie di “architettural mapping” sulla facciata della chiesa di San Domenico in corso Marrucino a Chieti, segnalato dall’amministrazione comunale come “evento di punta” del cartellone organizzato per animare il Natale teatino.
A parlarne in tono decisamente critico è il giornalista teatino free lance Luciano Pellegrini che solleva il caso in una delle sue abituali note web parlando di soldi sprecati (8.700 euro), visto che a guardare lo spettacolo delle proiezioni sarebbero stati a suo dire davvero in pochi.
Oltre a questo aspetto, c’è anche il fatto che l’associazione di Macerata che ha curato lo spettacolo, la Lucky Assembler, sarebbe stata preferita ad un’altra associazione, questa volta teatina, la Tv Shock, che già aveva lavorato per l’amministrazione nel corso dell’edizione 2011 del Busker Festival.
Pellegrini dice che la Tv Shock aveva fatto richiesta di poter organizzare uno spettacolo natalizio di questo tipo già l’8 settembre scorso ma a dicembre si è vista rifiutare la proposta con la motivazione che non c’erano soldi.
Eppure, nota ora Pellegrini, per l’associazione di Macerata i soldi sono stati trovati. E molti di più di quelli chiesti dall’associazione teatina.
“Scandalizza inoltre il fatto che l’associazione TVSchock – scrive Pellegrini – per realizzare un vero contenuto visivo tridimensionale altamente persuasivo avrebbe chiesto al Comune di Chieti 3mila euro, cioè un terzo di quello che è stato dato all’associazione di Macerata. Addirittura, nel 2011, il responsabile delle proiezioni 3d, Giacomo di Sciullo, ha guadagnato appena centocinquanta euro”.
Ad indignare Pellegrini è dunque il fatto che il Comune avrebbe preferito far lavorare un’associazione di fuori città, anziché quella di ragazzi teatini.
Ma la vicenda non sta proprio in questi termini. Ciò che Pellegrini non dice è che, invece, con l’associazione di Macerata lavora un giovane teatino, Pietro Colantonio, figlio dell’assessore Mario Colantonio (Popolo della libertà), la cui opera Pellegrini ha già criticato in diverse altre occasioni.
Non sappiamo se Pietro Colantonio abbia lavorato in prima persona alle proiezioni, comunque appare chiaro che la vicenda che Pellegrini ha sollevato apre un altro tipo di scenario polemico che non ha a che fare con quello dell’associazione “straniera” preferita a quella teatina. (ar.ia.)



