CHIETI – Il gruppo comunale di Futuro e libertà sembra non voler prendere quella mano che dalle file della maggioranza gli aveva teso il capogruppo della lista civica di Giustizia sociale, Enrico Bucci, uomo molto vicino al sindaco, Umberto Di Primio.

La posizione dei due consiglieri di Fli, il capogruppo Alessandro Carbone e l’ex assessore provinciale Silvio Tavoletta, resta sempre durissima nei confronti della maggioranza.

Tutte e due i consiglieri continuano a inviare alla stampa note in cui non sembra poterci essere spazio per ricomporre le posizioni in campo, inaspritesi all’indomani della cacciata di Tavoletta dalla Giunta provinciale, a causa del suo passaggio dal Pdl a Fli.

Eppure Fli da tempo sostiene di non voler essere considerata una forza di opposizione, sebbene rimanga molto lontana dalla maggioranza.

Il consigliere Bucci, sebbene abbia rimarcato che se si fa parte di una coalizione non ci si può comportare in aula consiliare secondo il principio della libertà di coscienza tante volte evocato da Fli, ha anche auspicato una ripresa di dialogo tra il partito di Fini e la maggioranza di centrodestra che sostiene Di Primio.

Eppure alla mano tesa di Bucci, al tentativo di riprendere un dialogo e un rapporto, sia Tavoletta che Carbone sembrano aver risposto “picche”. Anzi, hanno anche inasprito, se possibile, le posizioni.     

Il capogruppo Carbone, nel suo ultimo comunicato, parla di “fallimento di questa maggioranza”, un fallimento che sarebbe “sotto gli occhi di tutti”. Dopo ormai quasi due anni dall’insediamento, scrive il giovane capogruppo consiliare, “questa maggioranza non ha prodotto nulla in termini di programmazione su obiettivi fondamentali per lo sviluppo economico della nostra città”.

Carbone cita il problema dello sviluppo del commercio e delle attività produttive: “Non si ha un obiettivo chiaro – dice – facendosi un giro nelle vie del centro storico come nelle due parallele viarie cardini della parte bassa (via Croce e via Pescara) non si vedono altro che locali chiusi e in cerca di locazione”.

“Il prezzo che si sta pagando – continua Carbone – è quello di avere una città che rischia di rimanere esclusa dal processo di modernizazione su cui non può permettersi di perdere altro tempo a rischio di essere schiacciata da territori limitrofi ad alto tasso di sviluppo (penso all’area di San Giovanni Teatino). Non  si è creata neanche un’azione per la crescita e per cercare di incentivare il commercio in città, come non si è ancora fatto nulla per programmare gli obiettivi da raggiungere su settori qualificanti quali cultura e urbanistica”.

Il capogruppo consiliare affronta anche il tema delle lacerazioni interne alla maggioranza e parla di palese “incapacità di tenerla insieme”.

Il giudizio sulla verifica politica è il medesimo dato dal collega Tavoletta: “Come volevasi dimostrare – dice infatti Carbone – la verifica tanto attesa non ha prodotto nulla, ritengo che anche l’Udc forza moderata all’interno della coalizione dovrebbe prendere atto di questo fallimento e mettere da parte il vincolo elettorale a favore del rispetto della regola più importante il patto stretto con i cittadini sul buon governo della città”. (ar.ia.)