CHIETI – Taglio dei trasferimenti e continuo proliferare di nuove leggi nazionali: queste le giustificazioni dell’assessore al bilancio del Comune di Chieti Roberto Melideo per la decisione di mantenere al grado più alto possibile l’aliquota dell’addizionale Irpef che i consiglieri d’opposizione Luigi Febo e Marco Marino avevano chiesto potesse scendere almeno per le fasce sociali più in difficoltà.
Melideo replica dicendo che “non bisogna mai perdere di vista, nell’analisi di un singolo tributo, il rapporto con le complessive risorse disponibili di un ente a fronte di spese correnti in gran parte fisse (ad esempio personale). Mi corre l’obbligo di precisare che con l’assestamento 2012 si è chiuso un esercizio che può ben definirsi “eccezionale”, per effetto del continuo proliferare della normativa nazionale che ha inciso in maniera determinante sulla finanza degli enti locali”.
“Il 2012 – ha detto ancora l’assessore – è stato caratterizzato dalla prima applicazione dell’Imu, di cui occorre ricordare che il 50 per cento di tutto ciò che non è abitazione principale, finisce nella casse romane e non comunali, ed è stato diverso dagli ultimi esercizi, soprattutto, se consideriamo la drastica riduzione delle risorse”.
“Da ultimo – ha spiegato ancora Melideo – con il taglio dei trasferimenti operato dalla spending review, abbiamo diligentemente applicato la medesima cercando di minimizzarne l’impatto sui servizi ma, in ogni caso, ciò ha comportato la riduzione di circa 1.300.000 euro di spesa corrente e l’estinzione anticipata di mutui pagando, pronta cassa, circa 1.600.000 euro. A questo aggiungasi la creazione di un fondo svalutazione crediti, che vede accantonarsi in bilancio circa 900.000 euro che non possono essere utilizzati per la spesa corrente”.
Alla luce di tutto questo Melideo fa appello al senso di responsabilità per mettere da parte il populismo che sarebbe cavalcato dalle opposizioni e per far fronte, “con doverosa lucidità, alla necessità di assicurare una gestione corretta della cosa pubblica al fine di preservare gli anni a venire e le future generazioni dalle conseguenze di scelte miopi e non lungimiranti”.




