CHIETI – È gremito da scoppiare, a Chieti, l’esultante carro del vincitore, Umberto Di Primio, sindaco del Nuovo centro destra riconfermato contro lo sfidante del Partito democratico Luigi Febo e contro molti pronostici ai ballottaggi di domenica scorsa.
Ma la senatrice Federica Chiavaroli, vice capogruppo Ncd al Senato e coordinatrice regionale del partito, chiusa la partita e stappato lo spumante, si toglie qualche sassolino dalla scarpa, parlando con AbruzzoWeb, ricordando agli alleati, e in primis al segretario regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, e al senatore forzista Fabrizio Di Stefano, chietino, che “loro Di Primio ce l’hanno fatto candidare solo perché erano sicuri di perdere e non volevano metterci la faccia, e avevano, anzi, necessità di addossare ad altri la colpa della sconfitta”.
Bordata di apprezzabile entità, rivolta a una Forza Italia che, in Abruzzo, ha congelato, giusto il tempo delle elezioni amministrative, il dissidio interno tra Pagano e l’ala ex Alleanza nazionale del partito, che fa riferimento, oltre che a Di Stefano, anche ai consiglieri regionali Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri.
E Di Stefano, nei commenti post-voto, oltre che esultare per una vittoria “frutto del rapporto con il territorio”, e ricordare, se qualcuno dovesse dimenticarselo, che “uniti si vince”, non perde l’occasione per sottolineare che “il centrodestra regionale tutto ha fatto fuorché favorire questo esito, commissariando il coordinamento provinciale proprio a inizio della campagna elettorale, creando un danno di immagine”, con chiaro riferimento ai commissariamenti di Pagano, tra l’altro accusato di aver agito senza il placet di Roma.
Tornando però alla Chiavaroli, spicca, nella sua analisi, la considerazione secondo la quale Di Primio ha vinto, proprio perché era stato dato come sfavorito, e ha avuto come punto di forza, paradossalmente, la debolezza dei suoi alleati.
“Oltre che una grandissima gioia del risultato elettorale – spiega la Chiavaroli – è innegabile che per noi di Ncd c’è anche la soddisfazione di aver avuto ragione nel proporre la candidatura di Umberto, nello scetticismo generale”.
“Ricordo bene – prosegue – che quando abbiamo discusso di candidature, alla fine la nostra proposta è stata accettata ma solo perché Pagano non aveva alternative, e non per sua reale convinzione. In realtà Pagano, e anche Di Stefano, erano sicuri di perdere, e non ci hanno voluto mettere la faccia, e così la faccia ce l’abbiamo messa Umberto e io”.
“Anche perché – aggiunge la Chiavaroli – Di Stefano e Pagano erano più che altro concentrati sulle loro rese dei conti interni al partito. Ricordo anche la fatica che abbiamo fatto per convincere l’Unione di centro”.
“Ora è bello dire uniti si vince – conclude l’esponente alfaniana – ma ripeto, se a Chieti il favorito della vigilia fosse stato il centrodestra, allora sarebbe stato molto più difficile arrivare a una candidatura unitaria, perché ci sarebbe stata la corsa proporre aspiranti sindaci”.
Considerazioni quelle della Chiavaroli che non potranno non avere un peso all’interno della composizione della Giunta e degli altri posti di potere del amministrazione teatina.




