AVEZZANO – “L’attività di vigilanza ha accertato  fenomeni di illegalità e sfruttamento di lavoratori impegnati in agricoltura nel Fucino e di aziende che svolgono azione di caporalato mascherata da una finta attività imprenditoriale. E rimaniamo dell’opinione che l’interrogazione dell’onorevole Melilla e la risposta conseguente su quante e quali sono le iniziative che le istituzioni, ognuna per  propria  competenza hanno  messo in essere sino ad oggi, siano state utili per chiarire e mettere in evidenza fenomeni che non possono essere più tollerati in Abruzzo né tantomeno taciuti o tenuti velatamente nascosti e giustificati”.

A parlare è il coordinatore regionale Fai Cgil, Ada Sinimberghi, che replica a Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura, secondo cui “il fenomeno del caporalato nelle terre del Fucino è stato immotivatamente gonfiato”,  e sono “a tratti diffamatori nei confronti degli imprenditori agricoli” i contenuti della interpellanza di Gianni Melilla di Sel, alla quale ha risposto l’altro giorno alla Camera il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova.

“Come si legge chiaramente dalla risposta alla interrogazione data dalla Sottosegretaria Bellanova – spiega Sinimberghi –  i fenomeni denunciati più volte nel corso del tempo, da ultimo nel convegno di maggio dalla Flai-Cgil, sono più che reali. Da Confagricoltura L’Aquila, sarebbe stato più utile, oltre che doveroso, riconoscere, per quanto emerso ed accertato dalle attività di vigilanza, la necessità non più rinviabile di riprendere una azione immediata con tutti i soggetti sociali, istituzionali, politici che operano nella regione al fine di costruire sistemi condivisi per tutelare maggiormente  e con più efficacia le imprese  serie che lavorano nel territorio e per i lavoratori impegnati nelle attività agricole”.

“Per questi motivi – conclude Sinimberghi – riteniamo che sia utile riaprire l’iter di approvazione per la proposta  di legge Regionale presentata a suo tempo per contrastare il lavoro nero, il caporalato in agricoltura per mettere rimedio allo sfruttamento vergognoso delle persone e per dare crescita al settore agricolo. Cancellare ogni forma di illegalità e di collusione con forme di criminalità organizzata è obiettivo comune di una società civile”.