ATESSA – “Un altro sabato a regime straordinario alla Fca Italy di Atessa per sabato 24 giugno e contestualmente sono state adottate nuove saturazioni, aumentando nuovamente i ritmi e carichi di lavoro, mandando in trasferta 25 lavoratori nella vicina Fca Plastic per aumenti di ordini dallo stabilimento di Gliwice in Polonia. Il tutto con metodi poco chiari che fanno il paio con le contestazioni e le ritorsioni nei confronti di chi sciopera”.

Così Unione Sindacale di Base, Federazione Abruzzo e Molise che ha dichiarato uno sciopero proprio per il 24 giugno, per protestare contro i ritmi di lavoro ritenuti non più sostenibili.

LA NOTA

Avendo già inviato una diffida a FCA ITALY invitiamo tutti a segnalarci comportamenti ritorsivi dei Supervisor e Shift manager poiché faremo in modo che vengano chiamati a risponderne in ogni sede prevista dalle leggi, anche personalmente

Il tutto stride con gli annunci e le rassicurazioni sul futuro produttivo ed occupazionale.

I lavoratori con l’alta adesione agli scioperi contro le nuove saturazioni, quelli sui turni di recuperi produttivi e straordinari, hanno mostrato il loro dissenso contro una gestione poco chiara e che peggiora le loro condizioni di lavoro acuite ancor più dall’arrivo del caldo estivo e l’insufficiente utilizzo del sistema di raffreddamento delle officine.

Le responsabilità delle attuali condizioni di lavoro naturalmente vanno ascritte anche ai firmatari del CCSL che pensano di risolvere i problemi con la solita procedura di raffreddamento che può solo fungere come l’ennesima dose narcotizzante. I lavoratori attendono ancora di sapere cosa ne è stata della precedente procedura aperta, ormai da tempi immemori, per i circa 800 lavoratori precari non confermati e di cui si è persa ogni traccia.

Se c’è un reale aumento richiesta di produzione si torni a riassumere e stabilizzare i lavoratori non confermati negli anni scorsi.

Se l’invio in trasferta alla FCA Plastic di 25 lavoratori è un modo per intimorire chi si sta ribellando allo sfruttamento noi ci opporremo con decisione, se è il preludio alla costituzione di un reparto confino avrà la nostra risposta.

L’USB, da anni, porta avanti una lotta a tutela delle condizioni di lavoro e per la riduzione dell’orario di lavoro. Contro il ricorso al lavoro straordinario, contro i recuperi produttivi, per la riassunzione dei giovani precari non confermati, per la riduzione dell’orario di lavoro settimanale, per veri aumenti salariali, contro le ritorsioni aziendali a chi sciopera.