L’AQUILA – Ha scelto di restare in Italia, per “crescere e trovare il mio spazio qui, nella mia nazione”.
Luca Molinari, aquilano di origine napoletana, è un laureato eccellente in ingengeria meccanica (“110 e lode, laurea presa all’Aquila a venticinque anni”, tuona via sms al giornalista che ha scordato di fargli una domanda ovvia).
Alla soglia dei trent’anni ha avuto l’onore, non certo leggero, di ricevere oggi 8 aprile il premio “Campus Mentis”, ideato dal ministero della Gioventù e dall’Università ‘La Sapienza’ di Roma, direttamente dal premier Silvio Berlusconi, a Palazzo Chigi.
Un aquilano con ‘tituli’, insomma, bravissimo anche nel nuoto, che ha puntato al Belpaese, dopo una parentesi di due anni in quel di Londra, nella ‘City’, luogo in cui every single day si decidono molti destini economici mondiali, spesso in maniera poco limpida (ma non è il caso di Luca, of course).
Un onore non certo leggero, dicevamo, visto che Silvio ha come di consueto preso possesso del proscenio, mitragliando una serie di barzellette, nell’imbarazzo della platea.
“Ma non ha detto solo quella della ‘birra’”, dice Luca, pescato al telefono da AbruzzoWeb, riferendosi alla barzelletta sul sesso orale alla ‘tedesca’ sparacchiata dal premier, col ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, a pochi passi.
“Ha anche spronato i giovani a rimboccarsi le maniche”. Prima che restino in mutande, però.
Diciassette i premiati eccellenti, scelti tra i migliori neo-laureati in Italia. Con le aziende pronte ad assumere o a testare i ragazzi, nel bene e nel male. Nonostante la crisi.
“A Londra – dice Molinari – ho lavorato per una banca di investimenti nel quartiere della City, poi sono tornato in Italia. Ora faccio parte di una multinazionale francese, la cui sede italiana si trova a Roma. Che dire? Vorrei crescere qui, sono ancora giovane, posso permettermi di investire nel mio Paese”.
Senza pensarci, gli chiediamo subito le differenze più evidenti che secondo lui spiccano quando si fa il paragone tra l’Italia e l’Inghilterra. Anzi, London, quella della ‘City’.
“Credo che a Londra, ma in generale all’estero – spiega Molinari – chi vale tende a trovare modi più rapidi per acquisire posizioni, per ‘scalare’ verso l’alto. In questo caso, il dipendente si trova nella condizione di mettere in difficoltà chi comanda, in parole povere ha più potere d’acquisto. Siccome valgo, posso scegliere di cambiare aria. Sei tu che devi offrirmi di più per farmi restare”.
“Anche se la crisi – aggiunge – si fa sentire non poco, da quelle parti”.
In sintesi, Molinari deve ancora capire se all’estero esiste il vero ‘Eldorado’. E’ però sull’organizzazione complessiva della società inglese, superiore per molti aspetti alla nostra, che Luca pone l’accento.
“Al di là del concetto meritocratico, mi sembra evidente una migliore gestione della società – afferma – e c’è molto più senso civico, direi un rispetto maggiore delle regole in generale. Detto questo, non ho ancora capito se in certi settori l’Italia è davvero in sofferenza nella competizione con le altre nazioni. Io per ora resto, è giusto lavorare al meglio per trovare il proprio spazio nella nazione in cui si è nati e per renderla migliore”.
E per diventare più famosi di Simona, la sorella artista?
“No, assolutamente no. Lei è una gran brava cantante, continuerà a fare strada, vale davvero tantissimo. Io il mio momento di celebrità l’ho avuto, mi basta e mi avanza. Ora mi rimetto a lavorare”. (r.s.)
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