L’AQUILA – Una visita all’Aquila e nei luoghi del terremoto del Centro Italia perché “sono quello che ha gestito meglio l’emergenza”, rivendicando i risultati fatti e mettendo pepe alla campagna elettorale per il voto amministrativo e, forse, quello politico.

Come diffuso dal Corriere della Sera, potrebbe essere questo l’inatteso passo di Silvio Berlusconi di qui ai prossimi mesi, sintomo di un “ritorno in campo” su scala nazionale che deve comunque fare i conti con le vicissitudini giudiziarie.

Una venuta messianica che, almeno nel caso-L’Aquila, porterebbe una ventata di entusiasmo e soprattutto delle decisioni nette in un panorama, quello del centrodestra cittadino, allo stato fin troppo frastagliato e spaccato da personalismi e contrapposizioni, a dispetto delle intenzioni della vigilia di lavorare sull’unità della coalizione.

D’altronde il vizietto di sperare nel “risolutore” che viene da fuori non è nuovo, basti pensare all’ipotesi di candidatura a sindaco dell’ex capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, che proprio con Berlusconi costituì l’asse che ha gestito l’emergenza terremoto nel 2009, tuttora sul tavolo.

Il Cav manca dall’Aquila dal 2010 e quella fu la sua trentunesima visita da premier nell’ambito dell’emergenza. Quando circa un anno fa ancora Bertolaso correva per la candidatura di Roma, Berlusconi preconizzò un ritorno all’Aquila con lui “e saremo accolti da eroi”: l’accoglienza andrà verificata, ma sul ritorno in tandem chissà che non sia stato profetico. (alb.or.)