L’AQUILA – Il governo nazionale ha destinato all’Abruzzo circa 20 milioni di euro all’anno dal 2011 e per dieci anni, per il recupero del centro storico dell’Aquila e del sistema culturale duramente compiti dal terremoto del 6 aprile 2009. Il flusso preciso va ancora calcolato e potrebbe arrivare fino a 25-30 milioni.
È quanto è emerso oggi al termine di un super-vertice con il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, il vice commissario Massimo Cialente, rispettivamente presidente della Regione e sindaco dell’Aquila, e il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo.
Bondi ha anche annunciato la nomina dell’avvocato aquilano Fabrizia Aquilio, di area Pdl, come “ministro degli esteri” della ricostruzione: dovrà contattare i Paesi che hanno “adottato” monumenti da ricostruire dopo il G8 dell’Aquila per arrivare a mettere nero su bianco gli accordi.
Il ministro inoltre ha spiegato di aver ricevuto la candidatura dell’Aquila come Città della cultura 2019, ammettendo che “ha tutti i titoli” per esserlo.
SI APRE LA BORSA PER IL CENTRO: 20 MILIONI ALL’ANNO
È una previsione minima, rispetto a una più ottimista che potrebbe garantire un flusso annuo di 25, anche 30 milioni: i calcoli precisi dovranno essere ufficializzati, tanto che potrebbero esserci “spiccioli” anche per i centri storici delle frazioni, anche se i tecnici mantengono un atteggiamento prudente per non alimentare attese.
Si tratta dell’un per cento dei cosiddetti fondi Arcus, destinati all’intero territorio nazionale, finanziamenti che provengono dal 3 per cento di trattenute sulle opere pubbliche.
Lo ha annunciato il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi (nella foto), nel corso di una conferenza stampa che si è svolta all’Aquila.
La conferenza stampa si è tenuta al termine di un incontro operativo durante il quale è stato fatto il punto della situazione sul recupero dei beni culturali nella zona colpita dal sisma.
“Il ministero – ha spiegato Bondi – non poteva non occuparsi del recupero del centro storico dell’Aquila, dove ci sono 250 edifici storici tutelati. Per questo abbiamo deciso di destinare circa 20 milioni di euro all’anno al recupero di uno dei centri storici più importanti del nostro Paese”.
Bondi ha anche aggiunto che l’iniziativa “dimostra il ruolo importante dello Stato italiano e del Mibac, si tratta di un grande impegno, di uno sforzo completo, per poter fare un programma di grande respiro dando prova di una forte e doverosa attenzione”.
“Vogliamo presentarci come Paese in maniera efficace non solo sull’emergenza, ma anche sul recupero del centro storico dell’Aquila e del sistema culturale colpito dal sisma”.
Bondi ha sottolineato come la situazione aquilana sia seguita continuamente con riunioni e contatti quotidiani: “solo così – ha concluso – si possono ottenere risultati positivi per la collettività, che è alle prese con gravissimi problemi.
”FABRIZIA AQUILIO SARA’ MINISTRO DEGLI ESTERI DELLA RICOSTRUZIONE”
L’AQUILA – L’avvocato aquilano Fabrizia Aquilio, di area Pdl, avrà la responsabilità di contattare i Paesi stranieri che hanno dato l’adesione all’adozione della lista di monumenti danneggiati dal sisma, creata dal presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, nel corso del G8 dell’Aquila.
L’avvocato Aquilio agirà in collaborazione con il vice commissario per i beni culturali, Luciano Marchetti, che conosce la situazione dei beni culturali essendo responsabile della messa in sicurezza fino al dicembre di quest’anno.
Lo ha reso noto il ministro dei Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, che ha sottolineato che l’indicazione “a occuparsi direttamente della questione è stata data dal ministro degli Esteri, Franco Frattini“.
“L’avvocato Aquilio – ha aggiunto – si occuperà personalmente di riprendere i contatti per concretizzare le disponibilità date dai Paesi stranieri alla cosiddetta ‘lista di nozze’ stilata dal presidente del Consiglio, che dopo il terremoto non volle aiuti specifici dalla comunità internazionale, sottolineando che l’Italia aveva la forza per contrastare l’emergenza, chiedendo poi durante il G8 l’adozione dei monumenti più importanti”.
“Con questa iniziativa – ha concluso Bondi – l’obiettivo è concretizzare i sostegni arrivando alla firma delle convenzioni”.
”PER L’AQUILA CITTA’ DELLA CULTURA 2019 VALUTEREMO”
L’AQUILA – “Il ministero per i Beni e le attività culturali valuterà con grande attenzione e con grande scrupolo la proposta dell’Aquila ‘Città della Cultura 2019’, sapendo perfettamente che il capoluogo ha tutti i titoli per poterlo diventare”.
Lo ha detto il ministro Sandro Bondi, durante la conferenza stampa seguita a una riunione per fare il punto sul recupero dei beni culturali dell’Aquila e della zona del “cratere” del terremoto.
Bondi ha sottolineato che la richiesta è stata inviata al ministero dal Governo nazionale.
CHIODI: ”OTTIMO L’USO DEI FONDI ARCUS”
L’AQUILA – Dopo la riunione tecnica di oggi con il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, il presidente della Regione Abruzzo e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha ringraziato il ministro per la disponibilità ad accogliere la sua proposta di utilizzare i fondi Arcus per la ricostruzione del centro storico dell’Aquila e altri beni culturali.
“Il ministro sta facendo tutto il possibile per sostenere la rinascita della cultura della città e delle associazioni culturali”, ha dichiarato Chiodi.
Così come ha spiegato lo stesso Bondi, il Ministero, attraverso la società per azioni Arcus, destinerà al patrimonio abruzzese, dal 2011, circa 30 milioni di euro l’anno per un periodo di 10 anni, in modo da consentire agli Enti locali di poter fare un programma di ampio respiro.
Il ministro ha anche dichiarato che i fondi raccolti dagli Artisti riuniti per l’Abruzzo saranno utilizzati per la ricostruzione del Conservatorio dell’Aquila.
Il progetto esecutivo sarà presentato entro due mesi.
Il vice commissario Massimo Cialente ha affermato che “sarà organizzato un tavolo tecnico, di cui faranno parte tutte le Istituzioni protagoniste della ricostruzione”.
CIALENTE: ”IMPORTANTE IL TAVOLO TECNICO PERMANENTE”
L’AQUILA – “Ricostruire la città dell’Aquila è una sfida del Paese, non solo delle istituzioni locali”.
Lo ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, nel corso della conferenza stampa seguita al tavolo operativo tenutosi stamani con il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi.
“Ricostruire in sicurezza – ha dichiarato Cialente – si può. Ne è un esempio il complesso monumentale di San Domenico, frutto di un eccellente lavoro di restauro e consolidamento, che è stato in grado di resistere molto bene alle sollecitazioni sismiche”.
Il sindaco ha anche commentato l’esito dell’incontro con il ministro. “È molto importante, e avrà significative ripercussioni – ha sostenuto – la decisione, da me fortemente caldeggiata, di istituire un tavolo tecnico permanente, una sorta di sportello unico o di conferenza dei servizi aperta, con la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella ricostruzione e della Struttura tecnica di missione”.
Quanto al flusso assicurato da Bondi di 20-30 milioni annui. “Si tratta di un risultato importante – ha aggiunto Cialente – dal momento che quello del rispristino delle dimore storiche è un elemento fondamentale della ricostruzione. Il tessuto urbanistico della città, infatti, è basato proprio su un sistema che incardina i palazzi nobiliari all’interno delle piazze che compongono la struttura portante del nostro centro storico”.
“Spero che entro il 2015, in concomitanza con l’Expo di Milano – ha concluso il primo cittadino – il sistema Paese mostri al mondo cosa e’ stato capace di fare all’Aquila. Questa deve diventare la nostra data che poi negli anni successivi deve essere un appuntamento morale”.
DEL CORVO: ”OTTIME NOVITA’ PER L’AQUILA”
L’AQUILA – “Novità decisamente positive per il futuro dell’Aquila”. Questo il commento del presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, che oggi ha preso parte al super-vertice con il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi.
“In particolare – ha detto – voglio esprimere grande apprezzamento per la decisione di condividere e sollecitare la restaurazione del Convento annesso alla Basilica di Collemaggio da destinare alla sede del Conservatorio”.
Del Corvo ha sottolineato che ci sarà anche la sua amministrazione rappresentata nel tavolo permanente per la ricostruzione dei palazzi vincolati, in particolare “per agevolare l’iter di autorizzazione per la ricostruzione dei palazzi di proprietà della Provincia”.
ASSESSORE REGIONALE DI DALMAZIO SODDISFATTO PER DECISIONE BONDI
L’AQUILA – Soddisfazione è stata espressa oggi dall’assessore regionale alla Cultura, Mauro Di Dalmazio, che ha partecipato alla riunione tecnica per il recupero del patrimonio culturale aquilano.
Di Dalmazio ha manifestato il proprio compiacimento per la decisione del ministro Sandro Bondi, di accogliere la proposta avanzata dal Presidente Gianni Chiodi, di destinare una parte percentuale dei fondi Arcus (circa 25-30 milioni l’anno per 10 anni) per la ricostruzione dei beni culturali del centro storico e per il sostegno al sistema delle attività culturali
ORFINI (PD): “SUPERARE ARCUS, TUTTI I FONDI ALL’AQUILA”
L’AQUILA – “Speriamo si possa avviare una discussione sul superamento di Arcus SpA e proponiamo ancora una volta a Bondi di destinare completamente quei fondi a sostegno dei beni e delle attività culturali dell’Aquila”. Lo ha detto il responsabile Cultura della segreteria nazionale del Partito democratico, Matteo Orfini.
“Sarebbe un gesto importante – afferma Orfini – che troverebbe senz’altro un largo consenso tra le forze politiche e che sarebbe sicuramente compreso e sostenuto dall’intero mondo della cultura. Speriamo che, almeno in questo caso, Bondi voglia accogliere il nostro suggerimento”.
“In verità – scrive Orfini – avevamo già in passato sottoposto all’attenzione del governo senza ottenere risposta. Come noto, il Pd dà un giudizio assai negativo sulla società Arcus, e vorremmo che venisse semplicemente abolita. Le risorse attivate con questa società dovrebbero, infatti, essere garantite da strumenti ordinari e gestite in modo più trasparente: davvero non si sente il bisogno di una sorta di portafoglio straordinario a disposizione del ministro di turno quale che sia la sua provenienza politica”.



