L’AQUILA – Saranno I Solisti Aquilani a chiudere la tre giorni di incontri nazionali dedicati alla musica, in occasione del centenario di Nino Carloni.
Il concerto, che si svolgerà il 19 alle 17 nel conservatorio di musica “A. Casella”, sostituisce l’appuntamento previsto il 10 ottobre, nell’ambito della stagione concertistica 2010 e annullato per ragioni logistiche.
Bacchetta della serata sarà Vincenzo Mariozzi, che proporrà alcune delle partiture più note e leggiadre di Mozart: l’apertura è affidata all’ “Adagio e fuga in do minore K546”.
Nell’Adagio iniziale si riflette un sentimento di penetrante tensione tra l’elemento ritmico ed energico che lo apre, potente e slanciato, e un secondo segmento dal tono dolente e sommesso costruito su patetici respiri semitonali, quasi un momento di rifugio solipsistico nella preghiera. Il dualismo si risolve solo nella grande Fuga che segue. Qui Mozart davvero allestisce un’imponente struttura dalle superbe arcate che concle il brano in modo solenne.
A seguire il Divertimento K.138, scritto da un Mozart appena sedicenne nel 1772 dopo il secondo viaggio in Italia. L’accostamento degli strumenti, violino primo, violino secondo, viola e basso, risente notevolmente dell’influenza italiana, specialmente nella struttura delle sonate di Sammartini ascoltate a Milano.
L’omaggio a Mozart si chiude sulle note della Serenata notturna n. 6 in Re maggiore K 239, composta a Salisburgo nel 1776.
La composizione ha la particolarità di essere scritta per due piccole orchestre permettendo all’autore un interessante gioco di sonorità tra i due comparti di solo e tutti. Il pezzo è un notturno delicato e molto intimo (senza tralasciare momenti di sottile humour) che si articola in una marcia, un minuetto e un rondò al cui interno trova spazio un breve adagio.
Il prossimo appuntamento con le celebrazioni per il centenario di Nino Carloni sarà il 30 settembre, giorno in cui verrà inaugurata la mostra documentaria “Nino Carloni: il coraggio dell’utopia”, viaggio tra memorie e immagini per raccontare, a partire dai primI del Novecento, la storia culturale della città dell’Aquila.






