L’AQUILA – Iniziano a decorrere da quest’oggi i termini per la restituzione dei questionari del censimento 2011: entro il 20 novembre i documenti dovranno essere presentati presso gli uffici postali o i centri di raccolta del Comune. All’Aquila è possibile riconsegnarlo presso l’ufficio censimento, istituito presso gli uffici comunali in via duca degli Abruzzi a Sassa.

Anche all’Aquila i cittadini sono alle prese con le domande e le risposte multiple contenute nei moduli, uguali, ovviamente, in tutta Italia. Una serie di quesiti “normali” che stridono con la realtà con cui migliaia di persone sono costretti a fare i conti, o perché ancora con casa inagibile e pertanto ospiti negli alloggi del progetto C.a.s.e. e Map o perché ospiti in caserma o strutture ricettive fuori città.

A destare maggior malinconia le domande relative alla residenza e al tipo di alloggio in cui si vive abitualmente.

“Indicare il tipo di alloggio” recita la prima domanda. Rispondere a questa domanda è abbastanza semplice considerato il ventaglio di risposte (Abitazione, altro do alloggio, struttura residenziale collettiva) mentre è più complicato barrare la domanda successiva: “A che titolo la sua famiglia occupa l’alloggio”.

Risposte: possibili: “Proprietà (parziale o totale), usufrutto, riscatto, Affitto, altro titolo (gratuito, prestazione di servizio ecc.)”.

In qualche comune dell’hinterland pagare il canone per i Map è la norma, ma all’Aquila la situazione è anomala nella sua normalità. I cittadini che risiedono in alloggi del progetto C.a.s.e. e Map delle frazioni non pagano l’affitto: secondo un orientamento possibile che in futuro lo pagheranno solo chi alla data del 6 aprile viveva in un appartamento in locazione. Ma ad oggi, cosa dovrebbero rispondere i cittadini per consentire all’Istat di scattare la fotografia del territorio? Affittuari non sono, men che meno proprietari o usufruttuari.

Dubbi che fanno il paio con il quesito successivo: “Chi è il proprietario dell’abitazione?”. Anche in questo caso è difficile rispondere dal momento che il Comune dell’Aquila non è mai diventato, attraverso un atto pubblico e ufficiale, proprietario delle 19 piastre nelle new town e delle casette in legno. Ai cittadini l’onere di rispondere scegliendo tra le opzioni “Persona fisica, Impresa o società, Cooperativa edilizia, Stato, Regione, Provincia, Comune, Ente previdenziale, Istituto autonomo case popolari, Altro”. La Risposta ‘altro’ appare la più confacente, anche se poi un domani bisognerà pur spiegare chi è quest’entità sconosciuta che possiede circa 4500 alloggi qualche centinaio di Map.

Un tuffo al cuore per chi oggi risponde a domande un tempo scontate e che oggi, invece, non lo sono più. O per chi prova a ricordare immagini e luoghi di una vita passata con la domanda “Dove dimorava abitualmente cinque anni fa?”.

Dubbi e nostalgia si mescolano, come quando si ritrova una vecchia cartolina ingiallita dentro il cassetto di un vecchio mobile. (g.ales.)