CASTELBASSO – Negli anni Settanta del secolo scorso il borgo medievale di Castelbasso, frazione del comune di Castellalto (Teramo), tra le colline della Val Vomano a metà strada tra mare Adriatico e Gran Sasso, era a rischio demolizione per lo stato di abbandono in cui versava.
Oggi, invece, può essere definito un importante polo culturale abruzzese. Ne è riprova la mostra di arte contemporanea inaugurata sabato, nella sede della fondazione Malvina Menegaz a palazzo Clemente, che fino a domenica 11 settembre 2016 sarà aperta ai visitatori con una selezione di opere provenienti dalla collezione della stessa fondazione, arricchita nel corso degli anni dal presidente Osvaldo Menegaz, commercialista romano figlio di Malvina, abruzzese emigrata nella capitale negli anni ’30 del Novecento.
La mostra è curata da Laura Cherubini, critico d’arte e vicepresidente del museo Madre di Napoli oltre che docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Brera, e presenta una selezione di opere di artisti di rilievo nel panorama italiano e internazionale, spaziando dalla pittura alla fotografia alla scultura. Nomi del calibro di Francesco Paolo Michetti, Guido Guidi, Carla Accardi, Marco Gastini, Ettore Spalletti, Giuseppe Spagnulo, Giuseppe Stampone, Mimmo Paladino, Joe Tilson, Vedovamazzei, Franco Angeli, Kengiro Azuma, Nunzio, Piergiorgio Branzi, Mario Ceroli solo per citarne alcuni.
“La Fondazione Menegaz ha avuto un ruolo fondamentale – afferma Laura Cherubini ad AbruzzoWeb – oltre ad aver svolto un’attività di grande qualità nel corso degli anni, con mostre diversificate tra loro coinvolgendo diversi curatori ognuno dei quali ha dato il suo apporto, e mostrando una grande continuità, una costanza nell’evolversi e crescere che è la chiave del successo del progetto culturale di Castelbasso”.
“Le opere d’arte in esposizione, selezionate per la loro qualità, nei vari ambiti, realizzano il dialogo tra movimenti storici e nuovi linguaggi – spiega sempre la Cherubini – già l’idea di individuare, ristrutturare e mantenere una struttura come palazzo Clementi e stabilire qui la sede della fondazione è espressione dell’amore per questo borgo gioiello. A cominciare dalla prima opera d’arte ‘site specific’ che è il portone d’ingresso, realizzato appositamente per Castelbasso da Giuseppe Spagnulo, scultore di fama internazionale purtroppo scomparso il 15 giugno scorso. Il portone creato dall’artista fa da soglia ideale tra la fondazione e il paese, teatro di tante mostre che, prima della ristrutturazione di palazzo Clemente, si tenevano nei fondaci, nelle piazze. Questo ha permesso un’interazione tra la gente, gli artisti e il paesaggio. Il portale stesso poi è diventato il logo della fondazione Menegaz. La linea che bisognerebbe seguire dovrebbe essere proprio quella di commissionare opere d’arte su misura , anche per tornare a far lavorare gli artisti locali”.
“Tutto nasce all’interno di questa impostazione culturale che ha visto nel corso di venti anni non solo mostre ma attività a tutto tondo. Dal cinema al teatro con contributi di personaggi come Beppe Servillo e Arnoldo Foà, alla musica, ricordando ad esempio protagonisti del panorama jazzistico come Paolo Fresu e Danilo Rea, ai percorsi letterari con un programma curato da Renato Minore” sottolinea la Cherubini.
Dal 1996 Castelbasso ha iniziato il suo percorso di rinascita da una situazione di quasi abbandono e appunto rischio addirittura di demolizione, grazie prima all’associazione ‘amici per Castelbasso’ fondata sempre da Osvaldo Menegaz il quale racconta come sia stato poi necessario provvedere ad “un adeguamento ai tempi. Mentre l’associazione era un insieme di persone che aveva come obiettivo attraverso la cultura quello di recuperare il borgo, la fondazione ha tra i suoi compiti quello di fare di Castelbasso un polo culturale, sempre perseguendo il fine del recupero urbanistico e architettonico del paese, ma con un occhio oltre i confini. Guardando con interesse anche all’estero quindi. Già abbiamo portato ad esempio la mostra di Carla Accardi, sempre curata da Laura Cherubini, in Polonia, oppure siamo arrivati in Giappone, con un testo di un autore nipponico editato proprio dalla fondazione”.
Su quali siano i fondi che permettono a questo ambizioso progetto di andare avanti e migliorarsi ogni anno Osvaldo Menegaz precisa: ”La fondazione che porta il nome di mia madre e della mia famiglia, in quanto ente con personalità giuridica, costituito nel 2008, da me che ne sono il presidente e socio unico, dispone di un suo patrimonio, in larga parte sempre da me donato. Come pure la collezione d’arte, tutt’ora in evoluzione, si è formata a partire dagli anni ’80 con acquisti che inizialmente ho fatto io seguendo il mio gusto. Bisogna comunque distinguere il patrimonio dell’ente culturale da quelli che sono i fondi necessari a sostenere i costi per l’organizzazione degli eventi e delle iniziative culturali. Questi soldi provengono da contributi da parte di enti pubblici, in minima parte, e da sponsorizzazioni private. Per gran parte comunque sostengo io i costi rimanenti”.
Poi spiega come “oltre al ricco programma estivo, che quest’anno ad esempio vedrà tra le altre iniziative l’inaugurazione di una mostra curata da Andrea Bruciati, dal tema Giorgio Morandi. Vincenzo Agnetti: differenza e ripetizione, nel periodo che va da gennaio a maggio offriamo la possibilità alle scuole della provincia di Teramo, di far partecipare gli alunni a laboratori creativi presso la sede di Palazzo Clemente, incontri durante i quali i bambini vengono avvicinati all’arte contemporanea, seguiti da giovani laureati e laureate che consentiranno loro di sperimentare le tecniche e quindi di disegnare e conoscere il mondo appunto dell’arte moderna. Quest’anno ai laboratori hanno preso parte circa 1500 piccoli studenti”.
L’indotto generato dal progetto Castelbasso è interessante per l’economia locale, specie nel periodo estivo, con un numero di visitatori che si aggira a seconda dei ‘nomi’ in cartellone, intorno alle 5.000 presenze.
“Stiamo collaborando sempre più attivamente con le agenzie turistiche, le Dmc, e gli operatori del settore, per convogliare, specie nella stagione estiva, il maggior numero di turisti verso il borgo ed esportare il progetto culturale”, conclude il presidente Menegaz.






