CASTEL DEL MONTE – Un evento popolare con oltre 250 persone per celebrare la ricostruzione post-terremoto del 2009 di un aggregato vicino a essere riconsegnato alla comunità di Castel del Monte (L’Aquila), nel cuore del centro storico del borgo montano.
A organizzarlo l’impresa aquilana Rosa Edilizia, esecutrice dei lavori di riparazione e consolidamento dell’aggregato “Rione Ricetto” di Castel del Monte (L’Aquila) in associazione temporanea con l’impresa Catena.
Nell’evento “Porte aperte a Rione Ricetto” si sono letteralmente aperte le porte del cantiere, prossimo all’ultimazione, lasciando intravedere l’entità del restauro al sindaco, Luciano Mucciante, e agli altri concittadini.
L’aggregato è situato nel centro storico di Castel del Monte e costituisce il nucleo più antico del paese: il “Ricetto”, infatti, era un tempo il cortile dell’originario castello (da qui il nome di Castel del Monte, “Castellum de Montis”), dotato di una torre che attualmente è il campanile della Chiesa Matrice, adiacente al complesso.
Il presidente del consorzio è Giovanni Bottino, progettisti Stefano Avola ed Elena Fratus de Balestrini, responsabile di cantiere Mario Pelliccione.
Il terremoto di 7 anni e mezzo fa ha provocato livello di danneggiamento estremamente grave e diffuso. L’intervento ha comportato un’attenzione particolare verso la riscoperta dell’aspetto originale, della morfologia e della cromaticità delle identità edilizie, tipicità storiche.
Oltre che alla riparazione con miglioramento sismico della struttura, i lavori eseguiti hanno perciò contribuito anche alla bonifica muraria con la restituzione cromatica del paramento esterno originale, tipico delle costruzioni tardo medievali.
Dal punto di vista prettamente strutturale, gli interventi di miglioramento sismico eseguiti possono raggrupparsi in 6 principali tipologie d’intervento: sarcitura di vani non necessari nelle murature con interventi di cuci-scuci con mattoni pieni e malta di calce; rinforzo delle volte con tessuti in fibra di basalto all’intradosso; rinforzo delle pareti con placcaggio in fibra di basalto; rinforzo dei solai piani con lamine in fibra di carbonio; inserimento di tiranti metallici; ammorsamento dei cantonali mediante barre elicoidali in acciaio inox.
Per la restituzione del paramento murario originale si è fatto ricorso, oltre che alla scarnitura delle vecchie malte e alla pulitura delle concrezioni accumulatesi nel tempo, alla stilatura a facciavista e alla patinatura finale cromatica.
L’effetto risultante è quello che si può ammirare oggi e che gli Enti competenti stanno prendendo come riferimento nel recupero degli edifici storici limitrofi.





