CASOLI – Il curatore fallimentare della Verlicchi, impresa di Zola Predosa (Bologna) che produce telai e da anni in crisi, è da stamani nello stabilimento di Casoli (Chieti), che produce per conto della Honda, dove ha anche incontrato una delegazione sindacale.

Al centro della visita, compiuta assieme a una decina di persone, tra cui ci sarebbero anche militari della Guardia di finanza, ci sarebbe l’esame dei documenti relativi al passaggio di proprietà della Verlicchi, l’11 marzo scorso, alla NewCo Jbf di Pontedera (Pisa), contestato e al centro di un esposto della Fiom Cgil che aveva parlato di “elementi ambigui e contraddittori” nella transazione. Oltre alla procedura fallimentare (il fallimento è stato dichiarato il 15 aprile) sono infatti aperti due fascicoli in procura a Bologna, da parte del Pm Antonello Gustapane.

Uno per l’esposto firmato dallo stesso Alessandro Verlicchi, l’altro per quello del segretario della Fiom di Bologna, Bruno Papignani, che ipotizzano i reati di sostituzione di persona e di truffa aggravata a danno dei lavoratori.

La visita del curatore, Fausto Maroncelli, riguarderebbe proprio quest’aspetto, e potrebbe portare a quanto si è appreso a una sorta di “sigilli virtuali” sulle quote della proprietà, passata dalla Jbf alle Industrie Toscane del Gruppo Caponi, lo stesso che tramite la Jbf aveva rilevato anche lo stabilimento di Zola Predosa: quote che potrebbero essere congelate o addirittura revocate, per tornare nella piena disponibilità della procedura fallimentare.

“Auspichiamo – ha detto, contattato dall’ANSA, il segretario Fiom di Chieti, Marco Di Rocco – che oggi stesso si faccia chiarezza sugli assetti societari in quanto i due stabilimenti della provincia, quello di Casoli che lavora per la Honda e quello di Atessa che lavora per Sevel, gruppo Fiat, sono strategici per i due grandi gruppi motoristici e danno lavoro alla zona, occupando oltre un centinaio di lavoratori”. Papignani, richiesto di un commento da Bologna, si è limitato a dire: “Me l’aspettavo”.