PESCARA – Potrebbe essere il microchip dell’iPod che portava con sé a fare luce sulla morte di Roberto Straccia, lo studente di 24 anni dell’università di Pescara originario di Moresco (Fermo), ritrovato morto il 7 gennaio su una scogliera di Bari.
Secondo quanto riportato dall’edizione di oggi del Resto del Carlino, l’ingegner Giuseppe Di Ieva e Giovanni Bassetti, rispettivamente il consulente tecnico della polizia di Roma incaricato dalla Procura di Bari di effettuare la perizia sull’iPod e il consulente tecnico della famiglia Straccia, sono riusciti a salvare la sim card del lettore multimediale, data per spacciata per la prolungata permanenza in acqua.
Le ultime ore di vita di Straccia potrebbero essere ricostruite in base ai dati contenuti all’interno di quella sim. I tecnici, dai dati registrati nella micro sim, come riporta il quotidiano bolognese, potranno risalire all’ora esatta in cui la batteria dell’iPod ha smesso di fornire energia all’apparecchio e quindi, presumibilmente, al momento in cui lo studente è finito in mare.
Per quel che riguarda un altro importante aspetto, quello del percorso effettuato da Straccia, ancora vivo o già morto, ci si affiderà agli impianti wi-fi della costa abruzzese.
Da non sottovalutare la questione dell’ultima canzone ascoltata da Straccia.
Intanto, è ancora buio sulle impronte digitali trovate sull’apparecchio. Gli inquirenti sono in attesa del referto dell’autopsia. Il medico legale ha ottenuto una proroga di 30 giorni dalla procura di Bari per impegni di lavoro.





