L’AQUILA – Botta e risposta tra Ugl e Comune dell’Aquila sulla vicenda della casa di cura Sanatrix, del gruppo Angelini.
In una nota Giuliana Vespa ha accusato l’Amministrazione comunale e il sindaco, Massimo Cialente, di “indifferenza” sul destino della struttura.
Immediata la replica del primo cittadino che ha rimandato al mittente le accuse, affermando che spetta “alla Regione” trovare una soluzione.
L’AFFONDO UGL: “CIALENTE INDIFFERENTE”
Sul caso della casa di cura Sanatrix “prendiamo atto della totale indifferenza di Cialente su questa spinosa vertenza lavorativa”.
L’accusa arriva in una nota da Giuliana Vespa, dell’Ugl sanità.
“Evidentemente – prosegue – al sindaco dell’Aquila piace più piangersi addosso, accusando tutto il mondo delle sue mancanze, che agire”.
La sindacalista promette battaglia assicurando che “l’Ugl non resterà immobile mentre si gioca sulla pelle di circa 60 lavoratori aquilani”.
“Il 6 maggio – ricorda la Vespa – l’Ugl ha formalmente chiesto al sindaco dell’Aquila di convocare, con urgenza, un tavolo con la presenza di tutti i soggetti istituzionali; il presidente Chiodi, il manager Silveri e la curatela fallimentare Ivone, per cercare di risolvere la vicenda della clinica Sanatrix”.
LA REPLICA DEL SINDACO: “LA SOLUZIONE SPETTA ALLA REGIONE”
“L’Ugl sembra finalmente aver preso coscienza dei problemi della sanità aquilana. Molto bene, meglio tardi che mai. Tuttavia, come accade agli studenti che tentano di recuperare in un pomeriggio mesi di mancato studio, credo abbia saltato qualche passaggio”.
Il sindaco, Massimo Cialente, risponde così a Giuliana Vespa, dell’Ugl Sanità, in merito alla questione della casa di cura Sanatrix.
“Nei miei ripetuti interventi, tesi a denunciare e a tentare di risolvere il drammatico empasse della sanità aquilana, – ha dichiarato Cialente – ho sollevato a più riprese anche la questione Sanatrix, mentre la sindacalista Ugl, che non ho mai visto in quei mesi, era evidentemente distratta . È risaputo, tuttavia, che la competenza, e con essa il compito di individuare una soluzione, è del presidente della Regione Abruzzo, che ha la delega alla Sanità. Per quanto mi riguarda ho sollevato, insieme con altri esponenti politici, come l’onorevole Giovanni Lolli, una sola, ferma pregiudiziale: che i 50 posti letto accreditati, condizione per la salvaguardia dei 60 posti di lavoro, restino all’Aquila”.
“Ricordo che è dai tempi in cui era assessore Venturoni che si discute della questione e che da parte nostra c’è sempre stato questo punto fermo: i posti letto non si muovono dall’Aquila. Continuo – ha proseguito Cialente – a sollecitare il presidente della Regione, cui il compito spetta per legge, a provvedere alla convocazione di un tavolo istituzionale sul problema”.
“Appello peraltro fatto proprio anche dal consiglio comunale, che ha approvato un documento in tal senso. Ma tutto questo la sindacalista dell’Ugl lo sa bene o quantomeno dovrebbe saperlo. Credo che in questo momento – ha concluso Cialente – fare polemica propagandistica sulla pelle dei lavoratori sia immorale da parte dei politici, ma direi addirittura indecente da parte dei sindacalisti”.





