L’AQUILA – Destra, sinistra e centro compatti nel salvare il governo di larghe intese, solo i grillini si mostrano impavidi di fronte all’ipotesi di un ritorno alle urne.

È il quadro che emerge dall’analisi delle posizioni dei parlamentari abruzzesi al cospetto della paventata crisi dell’esecutivo Letta, dopo le voci di elezioni anticipate alimentate dai falchi del centrodestra a seguito della sentenza del processo Ruby, che ha portato a una condanna a sette anni per Silvio Berlusconi.

L’incontro a palazzo Chigi tra il premier, Enrico Letta, e il Cav sembra aver fissato un armistizio in nome della vita del paese: una crisi di governo, si dice sia a destra sia a sinistra, sarebbe la rovina dell’Italia in una fase così delicata.

Gli onorevoli abruzzesi sono tutti d’accordo che questa ipotesi che decreterebbe l’abbandono definitivo della questione L’Aquila e terremoto, non tanto per una questione interna al governo quanto per la perdita di forza che le istanze aquilane avrebbero agli occhi dell’Europa.

Unica voce un po’ fuori dal coro, quella dei grillini. Se ci sarà crisi o meno, per la senatrice del Movimento 5 stelle Enza Blundo, non c’è problema. “Noi siamo pronti a qualunque cosa. Se si dovesse tornare al voto avremo sicuramente più forza per portare avanti con convinzione le nostre idee”.

La grillina non nasconde la sua soddisfazione per la sentenza Ruby: “Un po’ di giustizia è stata fatta, speriamo che sia l’inizio di un nuovo periodo”.

La questione L’Aquila “deve essere gestita con fondi e chiarezza. Andare al voto o meno  non serve se manca  la volontà politica. Le istanze a Bruxelles vanno supportate dal governo, serve più capacità di contrasto alle politiche europee”.

Sulla sentenza Ruby, il Pd non si spende in attacchi o condanne, forse per non irritare Berlusconi, senza il cui sostegno il governo Letta non si reggerebbe.

“Sarebbe grave – spiega la senatrice democrat, Stefania Pezzopane – se una condanna che riguarda una persona producesse effetti sul governo”.

La senatrice Pdl Federica Chiavaroli è sicura che non ci sarà nessuna crisi, “nel nostro partito prevarrà un atteggiamento responsabile. Il paese ha bisogno di questo governo. Il nostro appoggio verrà meno solo se si dovessero disattendere gli impegni su punti quali Imu, Iva e occupazione”.

Contrariamente alla sempre più diffusa sensazione di abbandono da parte di Roma sulla questione terremoto, soprattutto dopo la decisione di far ripagare al 100% le tasse sospese, per la senatrice pidiellina, “L’Aquila è al centro dell’agenda del nostro governo anche grazie al nostro costante lavoro. Sulle questione tasse, stiamo lavorando tecnicamente sul da farsi”.

Parla per l’occasione anche Giulio Cesare Sottanelli, parlamentare di Scelta Civica, sempre poco presente a livello mediatico. Anche per lui è “sbagliato che vicende personali influiscano sulla vita di un governo che sta provando a gestire una fase così delicata del paese. Determinanti saranno i prossimi 12/18 mesi”.

Se mai dovesse aprirsi un fronte di crisi, per il montiano i motivi sarebbero da ricondursi “a temi programmatici e non riconducibili a disgrazie personali”.

Per lui una crisi di governo non influirebbe direttamente sui temi della ricostruzione aquilana, quanto creerebbe “l’indebolimento dell’Italia nei confronti dell’Europa”, dove si gioca ora la partita più importante.