L’AQUILA – La “Giunta per le elezioni, le ineleggibilità, le incompatibilità e le immunità”, riunita questo pomeriggio, ha deliberato all’unanimità dei presenti la non sussistenza di cause di incompatibilità in capo al consigliere regionale, nominato assessore, Mario Quaglieri.
È quanto viene annunciato in una nota dall’Ufficio stampa del Consiglio regionale d’Abruzzo in merito all’atteso verdetto sul “caso Quaglieri”, ovvero sulla presunta incompatibilità dell’esponente di Fratelli d’Italia, recordman di preferenze con quasi 12mila voti, riconfermato assessore regionale al Bilancio alle elezioni del 10 marzo, ma che ha continuato in questi anni ad esercitare la professione di medico chirurgo presso cliniche private convenzionate, mentre era presidente della commissione Sanità prima e assessore al Bilancio poi.
“Il presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri, ha dato lettura della dettagliata istruttoria compilata dalla Direzione Affari della Presidenza e Legislativi dell’Emiciclo che attesta la legittimità della posizione di Quaglieri”, si legge ancora nella nota.
I Capigruppo di opposizione, al momento del voto, hanno formalmente abbandonato la seduta, astenendosi dalla votazione.
A sollevare il caso e a presentare l’esposto all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, erano stati i consiglieri regionali del Partito democratico, su iniziativa del consigliere Pierpaolo Pietrucci, denunciando “chiari profili di incompatibilità”, tra i due ruoli di Quaglieri, forieri di possibili conflitti di interesse, come l’erogare fondi alla clinica per la quale opera. Sul caso si è mossa anche la Procura dell’Aquila e sotto la lente di ingrandimento, si presume, l’erogazione di quota parte dei 20 milioni di euro previsti dalla ormai famosa delibera 1002 del 28 dicembre, con cui la giunta Marsilio ha destinato alle cliniche private convenzionate, tra cui quelle della provincia aquilana, al fine di abbattere le liste di attesa, acquistando prestazioni ad “alta complessità”. Delibera ad oggi congelata.
E’ arrivato poi il parere dell’Anac che però ha dato adito a due interpretazioni differenti. Alla lettura del dispositivo il presidente della Regione, Marco Marsilio, in una nota ha subito affermato che l’Anac “ha deliberato ‘l’assenza di criticità’ relativamente alla presunta incompatibilità dell’assessore Quaglieri. Come affermato nella nota firmata dal presidente, avvocato Giuseppe Busia, nel parere di quattro pagine non vi è alcun profilo di incompatibilità e inconferibilità né per la situazione attuale né per il pregresso”. Dichiarando chiuso il caso.
Di parere ben diverso il Partito democratico, per il quale le cose non stanno così perché l’Anac “con scrupolo e correttezza rilancia il ‘caso Quaglieri’ chiamando in causa gli organi della Regione: il Presidente della Giunta, il Presidente del Consiglio e la Giunta per le Elezioni: spetta a loro valutare nel merito il rispetto della Legge Regionale 51 del 2004 su ineleggibilità, incandidabilità e decadenza dalla carica di consigliere regionale”.
In linea con il calendario dei lavori politici, si è poi riunita la Conferenza dei Capigruppo per un confronto sui temi all’ordine del giorno della prossima seduta consiliare. È stato stabilito di posticipare, dalle ore 11 alle 12, l’orario di inizio del Consiglio regionale convocato per il prossimo 13 giugno.
Lo slittamento servirà a dare maggiore spazio alle audizioni della Commissione Agricoltura, previste durante la mattinata dello stesso giorno, sul tema della Peronospora.
I Capigruppo hanno, infine, acquisito la richiesta del consigliere Antonio Blasioli di spostare ad altra seduta l’interpellanza, a sua firma, sulla procedura di valorizzazione dell’area Ex Fea di Via Lungomare Matteotti a Pescara.




