L’AQUILA – Nessuna sanatoria per le casette di legno realizzate all’Aquila dopo il 2009 e che non hanno i requisiti per diventare definitive, ossia costruite su terreni edificabili.
Lo conferma il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, confermando la “linea dura” anche dopo che i manufatti ancora in piedi sono stati utilizzati come “presidio” di sicurezza dagli aquilani spaventati dopo che il sisma di magnitudo 6.0 che ha sconvolto il Centro Italia si è fatto sentire con molta violenza anche in città.
“Alle persone che chiedono sanatorie stiamo ricostruendo delle case eccezionalmente sane, dalla massima sicurezza – sottolinea il primo cittadino – Non esiste questa cosa, la città deve avere sua dignità e poi per legge le sanatorie le fa lo Stato, non i Comuni”.
Cialente ricorda che “le case classificate ‘A’ sono sicure perché hanno resistito a un sisma 6.3, quelle classificate ‘B’ sono oggetto di lavori, quelle con danni strutturali classificate ‘E’ le stiamo rifacendo anche a chi aveva un’abitazione vecchissima e la teneva senza manutenzione”.
“Se poi si vuole ancora più sicurezza – conclude il sindaco – ci si compra un terreno edificabile e se ne costruisce con fondi propri una ancora più sicura”.
Le realizzazioni temporanee sono stimate essere circa 4 mila in tutto il “cratere”, per quanto riguarda L’Aquila sono 1.000 quelle autorizzate attraverso la procedura rapida della delibera comunale 58 del 2009 e 500 invece le abusive, tirate su senza alcuna comunicazione. Di queste 150 sarebbero in zone a forte rischio idrogeologico.
Le autorizzazioni per le casette sono considerate prorogate finché non sarà ricostruita l’abitazione principale di chi le abita, poi vanno regolarizzate con normali autorizzazioni edilizie oppure abbattute.



