L’AQUILA – Momenti di grande commozione in aula, questa mattina, per l’udienza del crollo della Casa dello studente all’Aquila, tra i parenti degli otto ragazzi morti la notte del 6 aprile 2009.

“È stata un’udienza dura – ha dichiarato ad AbruzzoWeb Antonietta Centofanti, zia di Davide, uno degli studenti morti nel crollo – Sentirsi dire da un perito di tutto rispetto come la Mulas, che a far crollare la casa dello studente non è stato il terremoto, ma la mancata esecuzione di una serie di interventi necessari per rinforzare la struttura, invece, mai fatti nel corso degli anni, è stato forte”.
 
Il super perito Gabriella Mulas ha infatti sostenuto durante l’udienza che “il terremoto di due anni e mezzo fa non è stata unica causa che ha comportato il crollo della Casa dello studente. Il terremoto è risultato compatibile con le regole di costruzione dell’epoca, ma se l’edificio fosse stato sistemato, adeguato, curato negli anni in relazione alle leggi che si sono succedute, lo stabile non sarebbe crollato”. 
 
Forti dichiarazioni che hanno risvegliato nei genitori e nei parenti la rabbia e la disperazione per una morte che forse si poteva evitare.
  
“Ha confermato – ha continuato la Centofanti – tranne alcune eccezioni, tutti i capi accusatori”.
 
Riguardo all’accuratezza della super perizia di 1.300 pagine circa, che la Mulas ha esposto questa mattina in aula, la Centofanti ha commentato: “dopo otto mesi di indagini minuziose sulle perizie del Pm, di sopralluoghi personali sul sito dove sorgeva lo stabile e di analisi sui reperti della casa dello studente che si trovano custoditi in un locale di Pettino, la perizia è risultata molto accurata. Siamo soddisfatti”.