L’AQUILA – Non si fermerà il processo per il crollo della Casa dello studente nella notte del 6 aprile 2009, ripreso oggi al tribunale dell’Aquila dopo uno stop di circa due mesi dovuto al Consiglio superiore della magistratura.

Il giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Grieco ha infatti respinto un’istanza dell’avvocato Mercurio Galasso, difensore di tre dei dieci imputati, che gli chiedeva di sollevare una questione di legittimità davanti alla Corte costituzionale in merito a una norma del Codice di procedura penale, il comma 3 dell’articolo 87, che dispone l’esclusione del responsabile civile per gli imputati che si avvalgono del rito abbreviato.

Dopo aver ascoltato le parti e dopo oltre un’ora di camera di consiglio, il Gup ha ravvisato la manifesta infondatezza della domanda e ha tirato dritto, fissando una nuova udienza per il prossimo 20 ottobre.

Sarà un’udienza di merito, con la convocazione del perito Maria Gabriella Mulas, docente del Politecnico di Milano, che ha già prodotto una maxi perizia di 1.300 pagine, alla quale le parti potranno porre nuovi quesiti.

Si tratta del secondo “scampato pericolo” per questo delicatissimo filone della maxi inchiesta crolli della procura della Repubblica del capoluogo.

A maggio, infatti, il Gup Grieco era stato sottoposto a un procedimento disciplinare da parte del Csm e si era astenuto dal proseguire l’udienza, mossa respinta dal presidente vicario della Corte d’Appello, Augusto Pace, che ha dato il via libera alla prosecuzione.

Nonostante sia ancora in fase di udienza preliminare, che si è protratta due anni anche per lo studio della voluminosa perizia, il processo Casa dello studente potrebbe concludersi molto presto proprio grazie al rito abbreviato, che consentirà per otto imputati di saltare la fase del dibattimento.

LA QUESTIONE DI LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE

Sono otto gli imputati che hanno fatto ricorso al rito abbreviato, istituto che, in caso di condanna, riduce la pena di un terzo saltando la fase dibattimentale e chiudendo i conti nell’udienza preliminare.

Per gli imputati che scelgono questo tipo di giudizio il comma 3 dell’articolo 87 prevede l’esclusione “senza ritardo, anche d’ufficio” del responsabile civile, quello che interviene nel processo penale per responsabilità indiretta riconducibile alle azioni degli imputati.

Nel crollo della Casa dello studente, come responsabili civili sono stati citati l’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila, la Regione Abruzzo, l’Università del capoluogo e il ministero dell’Istruzione.

Galasso nel ricorso ha evidenziato che il rito abbreviato, introdotto nel 1988, dopo la riforma del 1999 è stato sottoposto a una vera e propria “mutazione genetica” e che nella nuova formulazione la sopravvivenza della regola dell’esclusione del responsabile civile è “irragionevole”.

A suo dire la presenza del responsabile civile è utile sia per le parti civili che per gli imputati. Il legale ha sottolineato, infatti, che in assenza dei responsabili civili, se gli imputati per il crollo saranno condannati, le oltre 60 parti civili non potrebbero far valere la condanna nei confronti di Adsu, Regione, Ateneo e Miur.

Al tempo stesso, “per far fronte a richieste risarcitorie di enorme entità”, secondo alcune fonti legali il totale sarà sui 50 milioni di euro, gli imputati hanno tutto l’interesse a contare “sulla consistenza patrimoniale di tali enti pubblici”.

LO SCONTRO E LA DECISIONE

Su questa richiesta l’accusa si è detta contraria con l’infuocato intervento del pubblico ministero Fabio Picuti, che per bocciare la richiesta ha addirittura evocato la barzelletta del tale che va dal macellaio a chiedere “un litro di carne” e alla fine ha sbottato verso Grieco: “Quante ore vuole che parli?”.

Le parti civili, invece, si sono clamorosamente spaccate. Per qualche avvocato l’esclusione dei responsabili civili non sarà un problema perché sarà avviata in autunno una nuova azione civile autonoma contro quei quattro enti.

Secondo altri, la questione di legittimità costituzionale era un problema da porsi eccome e una nuova causa civile durerà altri dieci anni.

A spazzare via i dubbi ci ha pensato il giudice che, pur riconoscendo le “pregevoli argomentazioni” espresse in “modo chiarissimo” e con “pregio giuridico” da parte dell’avvocato Galasso, ha deciso che queste “non superano le obiezioni”.

In particolare, Grieco ha fatto notare che da quando è stato introdotto il rito abbreviato e prima delle modifiche del 1999 nessuna eccezione di costituzionalità era mai stata sollevata e che pure con la modifica “resta intatta la filosofia di fondo” e immutati “lineamenti e peculiarità”.

“L’imputato può scegliere il rito e fruire dei vantaggi che comporta, mentre i sacrifici richiesti, come l’esclusione del responsabile civile, trovano legittimazione nel patto tra imputati e ordinamento giuridico”.

Di qui Grieco ha bocciato l’istanza e disposto l’esclusione dei responsabili civili per gli otti imputati che hanno fatto ricorso al rito abbreviato, prima di rinviare tutto a ottobre.