L’AQUILA – Sarebbero almeno una decina i clienti che quotidianamente frequentavano la casa a luci rosse all’interno della quale operava una squillo brasiliana che, secondo un personalissimo tariffario, sembra percepisse cinquanta euro a prestazione e settanta in caso di “extra”.
Il giro di prostituzione è stato scoperto con un blitz degli agenti della Polizia in un appartamento situato nel quartiere di Pettino che, nonostante inagibile, veniva utilizzato dalla prostituta di origine sudamericana per gli incontri con i clienti tra i quali figuravano non solo operai e stranieri impegnati nei cantieri della ricostruzione ma anche persone “insospettabili”.
Le indagini della Polizia giudiziaria della Polizia di Stato sono orientate nella ricerca di eventuali aguzzini della squillo, che sfruttassero il meretricio a fini economici: solo in questo caso, infatti, verrebbe a configurarsi il reato di sfruttamento della prostituzione.
Al momento dell’irruzione degli uomini della Polizia giudiziaria, coordinati dal dirigente, Mauro Pansini, nella casa è stata scoperta una ragazza brasiliana di 30 anni, e dopo aver effettuato la perquisizione sono stati trovati svariati oggetti di piacere e profilattici.
L’indagine è nata da alcuni annunci presenti su giornali locali, e le segnalazioni fatte dagli stessi residenti nel palazzo, stupiti dal continuo viavai che proveniva da quell’abitazione dichiarata inagibile, hanno messo sulla pista giusta la polizia.
Da notare che la donna trovata nell’appartamento non è stata denunciata per l’esercizio della prostituzione, ma solo per non aver osservato il provvedimento che vieta la permanenza nelle case inagibili.
Gli agenti, inoltre, stanno vagliando l’ipotesi che nel capoluogo possano essere presenti altre case di piacere e se il locatore dell’appartamento di Pettino conoscesse l’attività al limite della legalità dell’affittuaria brasiliana
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