L’AQUILA  – Una mappa variopinta, dove i comuni colorati, 13 in provincia di Teramo, 23  a L’Aquila, 17 a Pescara e 30 a Chieti, sui 305 totali, potranno per i prossimi sette anni, se ci sarà il via libera del governo e dell’Europa, godere di un canale previlegiato di sostegno agli investimenti delle loro imprese, crediti di imposta, accesso prioritario ai vari finanziamenti comunitari.

E poi tutti gli altri comuni in bianco, esclusi da questa opportunità, a cominciare da una buona parte dei territori terremotati, in particolare quelli del cratere 2016, tra il teramano e l’Aquilano, dove pure c’è il problema del nanismo delle imprese impegnate nella ricostruzione, e che avrebbero bisogno urgente di potenziarsi e investire in macchinari e competenze, a beneficio di tutta l’economia  abruzzese.

Sono questi i termini della polemica che sta montando intorno alla “Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2022-2027”, prevista dall’articolo 107 3c Trattato sul funzionamento dell’Unione europea,  approvata con una delibera di Giunta guidata da Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia,  il 3 novembre scorso. E contro cui ha lanciato forti critiche, ai microfoni di Abruzzoweb,  Giovanni Lolli, a margine dell’incontro di lunedì all’Ance dell’Aquila su Pnrr e ricostruzione, e poi con una nota di ieri, in qualità di ex vicepresidente  e presidente vicario che in virtù delle sue deleghe alle attività produttive si era occupato della prima Carta degli aiuti, che scadrà a fine anno, anche in questo caso con polemiche a seguire per i Comuni esclusi.

Il provvedimento prevede l’individuazione di aree territoriali “contigue”, che riceveranno, nel periodo temporale di validità, benefici mirati a favorire lo sviluppo economico del territorio.  Ovvero in deroga alle norme sugli Aiuti di Stato le imprese possono ottenere sotto forma di credito d’imposta contributi superiori alla norma, con una intensità variabile che è del 10% per le grandi imprese, del 20% per le medie e del 30% per le piccole imprese.

Rispetto alla precedente Carta degli Aiuti di Stato 2014-2021, il  tasso di copertura della popolazione residente è stata quasi triplicata, passando da poco più di 252mila a oltre 720mila abitanti. La mappa è stata realizzata da un gruppo di studio regionale individuando “i Comuni in base all’indice di industrializzazione, con attenzione specifica alla presenza della grande e media impresa e tiene conto, inoltre, delle aree del cratere sismico 2009 e 2016-2017, nonché delle aree ZES, sulle quali si concentrano specifici finanziamenti nazionali. Ci sono poi comuni contigui, pur non avendo questi requisiti sono stati inseriti per non interrompere l’area di sviluppo.

Ma come si può verificare nella mappa, del cratere 2009 su 54 comuni c’è solo L’Aquila, Scoppito, Fossa, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Ovindoli Rovere, Santo Stefano di Sessanio e Castel del Monte e Popoli. Nel cratere  2016-2017 ci solo Teramo e Farindola. Esclusi  tutti gli altri comuni, come quelli dell’Alto Aterno che sono stati colpiti anche dal sisma del 2009,  e delle aree teramane tra il Gran Sasso e i Monti della Laga. Di fatto su un “budget” di 720 mila abitanti, solo 50 mila sono stati “spesi” per i due crateri sismici. Umbria e Marche invece hanno inserito per intero le aree del loro cratere.

“Si dirà, ed anzi questo mi è stato spiegato da dirigenti che ho contattato dopo aver preso visione della mappa, approvata per così dire alla chetichella – rivela Lolli -: i comuni terremotati già usufruiranno dell’1,7 miliardi di euro del fondo complementare del Pnrr e di altre misure. Ma questa risposta non fa che confermare che forse non è stato compreso la ratio della misura europea, e questo, non per cattiveria, è un errore, perché le agevolazioni devono essere focalizzate è proprio dove c’è capacità di investimento, per far crescere le imprese, per fare da moltiplicatore, come giustamente è stato fatto per quelle aree regionali dove arriveranno le opportunità della Zes. I distributori di benzina insomma, vanno messi dove passano le auto”.

Perplessità per i comuni esclusi, senza una ragione ritenuta evidente, sono state poi espresse nell’incontro all’Ance, a cui ha partecipato anche Giovanni Legnini, commissario straordinario ricostruzione 2016-2017 , Carlo Presenti, capo della Struttura di missione (Stm) sisma 6 aprile 2009,  la deputata del Partito democratico Stefania Pezzopane.

E’ stato citato ad esempio il caso di Poggio Picenze, che condivide l’area industriale con Fossa, che invece è stata ricompresa nella Carta, con il paradosso che una fabbrica ad un lato della strada potrà avere agevolazioni, quella dall’altra parte, non potrà farlo.  E ancora l’inserimento di buona parte dell’altopiano delle Rocche, e l’esclusione dell’interno Alto Sangro, e si potrebbero fare altri esempi.

“Capisco che non era facile disegnare questa mappa, ma si potevano fare scelte più oculate ed equilibrate, in alcuni casi si può riscontrare una non conoscenza del territorio, non si capisce ad esempio perché sono state escluse Pizzoli e Barisciano, dove operano molte imprese, e  lo stesso discorso vale sul fronte teramano, anche qui nel cratere sismico, come Colledara e Montorio al Vomano”, ha concluso Lolli.

Ieri con una nota, a chiedere modifiche sono stati consiglieri del partito democratico Pierpaolo Pietrucci e Dino Pepe, di Abruzzo in Comune Sandro Mariani, criticando i criteri di scelta, giudicati “incomprensibili. Ha ribattuto il capogruppo di Forza Italia, Mauro Febbo, che ha evidenziato che  “è ovvio che in una Regione di 1 milione e 300 mila abitanti bisogna fare delle scelte ma, come si suol dire, la coperta quella è ed è corta, purtroppo. E’ altrettanto ovvio che non era possibile inserire tutti i 305 Comuni, ma bisogna seguire una logica dettata da fattori oggettivi, peraltro non bisogna dimenticare che quelli inseriti nel cosiddetto cratere comunque godono già di alcune agevolazioni che altri centri abruzzesi non hanno. Troppo comodo adesso fare del populismo e denunciare che alcuni Comuni sono rimasti fuori. Ci dicessero i consiglieri del centrosinistra quali togliere per inserire quelli del cratere, perché se inseriamo 50.000 abitanti purtroppo ne dobbiamo togliere contestualmente 50.000. Alla demagogia del centrosinistra noi rispondiamo con una scelta trasparente e coerente visto che si è deciso di valutare capacità produttiva e di attrazione rispetto alle possibili iniziative imprenditoriali. Capisco l’imbarazzo che provano per aver triplicato (da 252 a 720 mila) la loro Carta degli Aiuti ma questa è la nostra capacità”.